Elezioni, Spadoni (Udc): "Errori di strategia. Deluso del risultato elettorale"

"Sono certamente amareggiato per il risultato elettorale dell’Udc. Il mio partito ha pagato a caro prezzo, anche a causa di qualche errore di strategia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Sono certamente amareggiato per il risultato elettorale dell’Udc. Il mio partito ha pagato a caro prezzo, anche a causa di qualche errore di strategia, di aver voluto proporre agli elettori una terza via tra i due poli, rispettivamente a capo del Pd e del Pdl, responsabili, coi due ultimi governi Prodi e Berlusconi, di cui l’UDC è stata l’unico partito all’opposizione in Parlamento, di aver condotto il Paese sull’orlo del precipizio. Sono amareggiato soprattutto per le sorti del paese stesso, che rischia, di fronte alla riproposizione di questo bipolarismo muscolare quanto improduttivo, di vanificare, anziché mettere a frutto per la crescita, i grandi sacrifici fatti dagli italiani per risollevarsi dal baratro.

Serve un forte esercizio di responsabilità dei partiti eletti in Parlamento, tanto maggiore quanto grande è stato il loro successo. Mi auguro che la coalizione Monti, di cui l’UDC è parte organica, rappresenti la punta avanzata verso la costituzione in Italia del Partito Popolare Europeo, che ovunque, in Europa, esprime forze politiche responsabili, di grande spessore e autorevolezza, legittimate da un vasto consenso popolare. Quale committente della campagna elettorale svolta da Alvaro Ancisi, candidato alla Camera dell’UDC, mi sento in dovere, ringraziando gli elettori che hanno raccolto il nostro appello o che avrebbero voluto ma non hanno potuto, ringraziarlo di cuore per il sacrificio compiuto ancora una volta in nome dell’idea da sempre coerentemente professata.

Era ben chiaro in lui che il quarto posto in lista nell’Emilia-Romagna avrebbe potuto giustificare qualche aspettativa in presenza di favorevoli occasioni di crescita elettorale del partito, che però non erano affatto presenti, e non solo per gli impietosi sondaggi. Sapeva dunque di essere chiamato a frenare la temuta emorragia prendendosi sulle spalle la campagna dell’UDC a Ravenna e mettendo direttamente in gioco il suo prestigio. Lo ha fatto con la consueta  generosità e senza risparmio di energie, continuando e anzi intensificando l’impegno giornaliero ininterrotto della lista civica sui problemi della città, che poco avevano a che fare con le elezioni politiche, ma molto con l’interesse della comunità locale ad essere bene amministrata.

Nel risultato minimale del partito, è sfuggito che, percentualmente, quello dell’Udc ravennate è stato superiore a quello di tutte le altre province emiliano-romagnole, pur essendo l’unica a non avere mai occupato alcuna posizione né al governo nazionale, né in Parlamento, né in Regione, né nei governi locali, né in alcun ente di sottogoverno: superiore, per esempio, del 25 per cento a Bologna e dal 13 al 73 per cento nelle altre province. Abbiamo fatto con dignità la nostra parte. Nel momento in cui i partiti che governano il Comune di Ravenna intorno al Pd, dal Pri ad Ingroia, sono precipitati al 45,36 per cento, bisogna anche ricordare che le forze civiche raccolte da Ancisi intorno al suo nome hanno conquistato, meno di due anni fa, il 10,5 per cento, niente affatto disperso ed anzi rafforzato, nel frattempo, dal lavoro impareggiabile che la lista civica svolge a servizio della città.  Ora più che mai Ancisi è indispensabile per catalizzare il voto di chi ama Ravenna più del proprio partito verso l’obiettivo di fare piazza pulita di 43 anni dello stesso governo locale".

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