Elezioni, il Pri di Ravenna sfiducia i vertici nazionali

Il Pri di Ravenna "reputa inadeguata" l’attuale dirigenza nazionale del partito dell'Edera. E' la riflessione di Luisa Babini, segretario della Federazione Provinciale Ravenna, e Alberto Ridolfi

Il Pri di Ravenna "reputa inadeguata" l’attuale dirigenza nazionale del partito dell'Edera. E' la riflessione di Luisa Babini, segretario della Federazione Provinciale Ravenna, e Alberto Ridolfi, segretario U.C. Ravenna, che chiedono le dimissioni dei vertici nazionali del partito, responsabili " sia del risultato alle recenti elezioni, sia dello sbandamento politico che ha creato all’interno del Partito, nonché della totale assenza di proposta politica".

"Per il rilancio del Pri, delle idee repubblicane e del movimento repubblicano, occorre aprire una nuova fase costituente che ci permetta, con una rinnovata classe dirigente, di rilanciare l’azione dei Repubblicani con un progetto politico finalizzato a realizzare un Paese migliore dove i giovani e le donne, spesso esclusi, possano sentirsi finalmente protagonisti", evidenziano Babini e Ridolfi.

 Le ultime elezioni hanno visto il Pri presente solo in Emilia-Romagna e Sicilia, dove, evidenziano gli esponenti dell'Edera ravennati, "i Repubblicani hanno portato avanti con passione e senso del sacrificio una battaglia di testimonianza nel nome del PRI, di ciò che ha rappresentato e rappresenta. Oggi dobbiamo renderci conto che questa battaglia l’abbiamo portata avanti senza alcun sostegno e coinvolgimento del PRI nazionale".

"Chi si è impegnato nella campagna elettorale è stato lasciato solo - continuano Babini e Ridolfi -. Il PRI della Calabria, Regione del Segretario Nazionale e del Segretario Organizzativo (nonché candidato premier del partito), ha deciso di non presentare le liste per non inficiare il rapporto politico (e non perdere l’assessorato) che ha col centrodestra. Ai repubblicani impegnati nella campagna elettorale è arrivata unicamente la solidarietà di amici di altre regioni; dagli organi nazionali è arrivato solo silenzio".

"Il silenzio - chiosano gli esponenti ravennati - è stato interrotto solamente da una decisione della Segreteria Nazionale (e non della Direzione o del Consiglio Nazionale) di appoggiare l'Udc. Questa decisione, peraltro comunicata ai repubblicani esclusivamente attraverso un comunicato stampa, ha rappresentato l'unica testimonianza di vita del PRI nazionale".

Babini e Ridolfi ricordano che "l’Assemblea dei Rappresentanti dei PRI di Ravenna aveva dato, prima delle elezioni, un giudizio totalmente negativo sulle decisioni della Segreteria nazionale. Giudizio reso noto solo ora per non creare ulteriore turbativa durante la campagna elettorale. L'obbiettiva assenza della Segreteria nazionale nel supportare i Repubblicani impegnati nelle elezioni, ci obbliga a ripartire dalle considerazioni e dai giudizi".

"Per il Pri inizia un percorso complesso e difficile, privo per la prima volta di rappresentanza nelle Istituzioni nazionali - concludono Babini e Ridolfi -. Crediamo quindi che, per il bene del Partito, sia necessario  definire le responsabilità di chi ci ha portato nella condizione attuale chiedendone le immediate dimissioni, chieste da tutta l’Assemblea dei rappresentati del PRI di Ravenna".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Mentre passeggia nota un'auto nel fiume: a bordo non c'era nessuno

  • Morte di Maradona, la Pausini: "In Italia fa notizia l'addio a un uomo poco apprezzabile"

  • Schianto frontale: Panda proiettata nel fosso dopo l'urto, 65enne soccorso con l'elicottero del 118

  • Trova un pezzo di dito nell'involtino primavera: partono le indagini

  • Troppe persone nel negozio di alimentari: chiuso per 5 giorni

  • Bonaccini: "Restiamo in zona arancione, ma i negozi riaprono". Scuole? "Riaprirei a dicembre"

Torna su
RavennaToday è in caricamento