Furti, Fusignani (Pri) a tutto campo sulla sicurezza: "Serve un’inasprimento delle pene"

"E’ intollerabile leggere ogni giorno sulle cronache di attività commerciali rapinate o di abitazioni violate da ladri senza scrupoli", afferma l'esponente dell'edera

"Il tema della sicurezza non può essere lasciato all’emotività del momento né tantomeno alle strumentalizzazioni politiche. Ciò che rende più sensibile il disagio per i cittadini è il senso di impotenza di fronte al fenomeno delle violazioni della proprietà: siano esse rapine alle attività commerciali o furti alle abitazioni. Da qui una crescente richiesta di sicurezza che non può essere elusa ma, al contrario, va affrontata con tempismo, responsabilità e concretezza". E' quanto afferma il segretario del Pri, Eugenio Fusignani.

"E’ intollerabile leggere ogni giorno sulle cronache di attività commerciali rapinate o di abitazioni violate da ladri senza scrupoli - afferma l'esponente dell'edera -. Ma ancor più intollerabile è il senso di impotenza che aleggia tra i cittadini e le stesse forze dell’ordine, anche per via di un quadro legislativo che lascia maglie troppo larghe. E allora è necessario muoversi su un doppio binario: da un lato con tutte le azioni che un’amministrazione può attuare da subito, e dall’altro sollecitando un cambio dei contenuti legislativi che garantiscano maggior incisività. Per questo come Repubblicani riteniamo necessario che la prossima amministrazione abbia il tema della sicurezza al centro della propria azione".

Queste alcune azioni possibili proposte da Fusignani: "Diventa indispensabile aumentare le telecamere, che in città sono solo 63, estendendole anche al forese; più pattugliamento attraverso un aumento delle dotazioni organiche nella Polizia Municipale e/o un diverso impiego degli agenti oggi destinati a compiti d’ufficio; favorire e incentivare nuove attività commerciali finalizzate alla socializzazione che consentano di riappropriarsi di zone della città che oggi paiono lasciate al loro destino; eliminare la presenza di venditori/posteggiatori nei parcheggi della città; favorire la nascita di una  rete di cittadini solidali, uniti da sistemi di comunicazione, in contatto fra di loro e con sedi istituzionali e di polizia;  lavorare di concerto per una maggior integrazione tra le Forze dell’Ordine".

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Conclude Fusignani: "A fianco di tutto ciò occorre esercitare tutte le pressioni possibili affinché i parlamentari ravennati promuovano iniziative di legge, partendo dall’inasprimento delle pene per i reati legati ai furti e alle rapine, così come si è fatto con il reato di omicidio stradale. Concludo citando la Costituzione della Repubblica Romana del 1849 all’articolo 6: “Il domicilio è sacro: non è permesso penetrarvi che nei casi e modi determinati dalla legge.” Ecco che con poche chiare parole, la Legge assumeva quel ruolo di “sovrano” che deve avere in ogni democrazia, ed ecco perché nessun giudice poteva trovarsi nell’impossibilità di condannare un rapinatore e magari di non condannare un proprietario perché avesse reagito".             

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