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Famiglia naturale, la Cgil: "Messi in discussione i principi costituzionali"

La segreteria della Cgil della provincia di Ravenna esprime "stupore e sconcerto per i contenuti e i toni dell’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale di Faenza su “valorizzazione e sostegno alla famiglia naturale"

La segreteria della Cgil della provincia di Ravenna esprime "stupore e sconcerto per i contenuti e i toni dell’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale di Faenza su “valorizzazione e sostegno alla famiglia naturale". Si tratta di posizioni che mettono in discussione il principio costituzionale della pari dignità sociale, senza distinzioni di sesso, religione, opinioni politiche e di condizioni personali e sociali, trasformando il concetto di famiglia come società naturale, in un’istituzione fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. E’ senza dubbio una visione riduttiva che determina un approccio volto a determinare limiti ed esclusioni, invece di evolvere verso una società più aperta, plurale, inclusiva e rispettosa della dignità di tutti coloro che compiono scelte di condivisione di progetti di vita in comune".

"I principi contenuti nell'ordine del giorno prevedono un’inaccettabile diversità di tutela dei diritti dei bambini, a seconda che siano nati da genitori sposati o meno, proponendo un arretramento sul piano del diritto della famiglia che l’ordinamento italiano ha superato oramai da anni - continua il sindacato -. In merito alla libertà di scelta dei genitori della scuola per i propri figli, non possiamo che ribadire che questa va garantita senza oneri aggiuntivi per la collettività, la cui priorità deve continuare ad essere il finanziamento della scuola pubblica, già pesantemente penalizzata dai progressivi tagli di risorse. Anzi, l’impegno degli enti locali deve essere teso a integrare i servizi per le bambine e i bambini del loro territorio, qualora lo Stato non sia in grado di provvedere compiutamente. Le istituzioni hanno il dovere di garantire la piena esigibilità dei diritti costituzionali e di ispirare la propria azione amministrativa ai principi sanciti dalle norme, promuovendo semmai l’estensione delle tutele e del sostegno, mai la limitazione".

La Cgil sottolinea "che lo strumento indicato dalla legge, per tutto il territorio nazionale, per il riconoscimento di agevolazioni ai soggetti in difficoltà è l’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) che già tiene conto della diversa composizione dei nuclei familiari, secondo l’accezione più ampia riconosciuta dalla legge. Stupisce e preoccupa che simili espressioni di oscurantismo colpiscano il nostro territorio, tradizionalmente aperto al più ampio riconoscimento della libertà di scelta e di orientamento dei propri cittadini. Auspichiamo che l’approvazione di quell’ordine del giorno sia avvenuta per superficialità e sottovalutazione e che gli organi dell’amministrazione comunale di Faenza provvedano al più presto con atti ufficiali al ripristino di quei valori di democrazia, legittimità e libertà che sempre l’hanno contraddistinta".

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