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Fase due, Fagnani (Italia Viva): "Misure incerte e insufficienti"

"La mia preoccupazione e quella di Italia Viva è quella della tenuta del sistema produttivo che rischia di perdere quote di mercato"

"Il provvedimento del Governo sulla Fase 2 per la riapertura di tante imprese di produzione del commercio e dei servizi che stabilisce le nuove norme tanto attese è insufficiente, incerta, presuppone una mancanza di una visione prospettica, organizzata e pianificata sulla ripresa produttiva e sulla riapertura di moltissime attività del commercio e dei servizi". E' quanto ha dichiarato Roberto Fagnani, coordinatore Provinciale di Italia Viva.

"Il 4 maggio con tutte le procedure necessarie, a garanzia della sicurezza, distanziamento sociale, presidi sanitari come mascherine, guanti, si sarebbero potuti riaprire tutte quelle attività in grado di garantire la sicurezza, la salute di cittadini e di lavoratori - continua Fagnani - A nulla sono valsi i tentativi piuttosto decisi dei Ministri Bellanova e Bonetti che hanno contestato alcuni punti del piano, hanno rilevato troppa prudenza e incertezza su bar e ristoranti, insufficiente il piano dei trasporti per poter servire i lavoratori delle imprese e i cittadini e inoltre vi sono contraddizioni palesi, come quella della tra la giusta riapertura dei musei e il vietare la possibilità di presenziare a funzioni religiose. Manca una visione strategica nonostante le task-force messe in campo, e l’assunzione di responsabilità di chi deve decidere un piano di recupero di quanto abbiamo perso nella fase di lookdown. La mia preoccupazione e quella di Italia Viva è quella della tenuta del sistema produttivo che rischia di perdere quote di mercato, che le migliaia di imprese che a seguito delle misure fin qui adottate hanno dovuto chiudere, forse non riapriranno più. Per queste ragioni è necessario continuare ad approfondire questa Fase 2 e tentare che al più presto si apportino quelle modifiche, a mio avviso necessarie. Anche sulla chiusura delle scuole dell’infanzia si poteva prevedere una riapertura con diverse modalità e con l’utilizzo anche degli spazi esterni, come stava approfondendo il Comune di Ravenna, per poter dare un servizio ai lavoratori delle imprese e alle famiglie che hanno bambini che non sanno dove lasciarli".

"Un’ultima considerazione, oltre ai dati di contenimento dei contagi - conclude Fagnani - Abbiamo verificato in questo periodo che i cittadini hanno risposto con senso di responsabilità ai disagi che le misure adottate hanno portato, pertanto si poteva fare di più. Ritengo inoltre che si debbano raccogliere i dati circa i danni subiti da Ravenna a causa della chiusura prolungata di moltissime attività, per poi chiedere al Governo le misure necessarie alla ripresa economica della nostra Provincia compresa l’immediata riapertura delle estrazioni del gas naturale; un comparto questo, a Ravenna, molto importante che dà lavoro a migliaia di lavoratori e rappresenta anche per lo stato un vantaggio dovuto alle entrate dalla tassazione al settore. Infine dobbiamo lavorare per rivedere tutto il sistema impositivo, oltre naturalmente far arrivare sostegno economico a tutte le imprese attraverso denaro messo a disposizione dallo stato a fondo perduto".

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