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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

"Finalmente anche Ravenna ha la sua piazza archeologica: onore a Vespasiano"

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna, non ha nulla da dire?

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Un altro smacco per il capoluogo Ravenna arriva da un comune della sua provincia, ossia Castel Bolognese. Titolo a caratteri cubitali sulla stampa: "lavori in Piazza Bernardi: i resti storici rinvenuti saranno valorizzati". "La variante di progetto prevede la realizzazione di un pannello interattivo sulla storia di Castel Bolognese e sulla Torre civica, una mostra fotografica permanente sotto il chiostro comunale, l'evidenziazione a terra delle fondamenta della Torre e soprattutto due periscopi che daranno la possibilità di vedere il lato più bello e interessante di ciò che è emerso dagli scavi e cioè il ponte e le fondamenta della Torre. L'impegno che l'amministrazione comunale si è preso per valorizzare gli scavi è dunque pienamente confermato". Si tratta della scoperta dei resti delle fondamenta della Torre civica che, come ha scritto il ricercatore e studioso di storia locale Andrea Soglia, è un edificio costruito nel 1388/89 e abbattuto dai tedeschi nel 1945, concludendo così la storia di 5 secoli del simbolo del paese.

Si sta delineando la comprensione dell'arcano per cui Ravenna non ce l'ha fatta a diventare Capitale Europea della cultura 2019, forse la commissione non aveva compreso che piazza Kenndy si sarebbe arricchita di latrine imperiali rendendo omaggio all'imperatore Vespasiano, colui che per primo ebbe l'idea di tassare la raccolta delle urine promulgando la famosa "vectical urinae". Ora, se è vero che "pecunia non olet", il denaro non puzza, le urine vicino agli alimenti non paiono esattamente opportune. Il riferimento è ovviamente alla presenza di attività di ristorazione in loco. Un tempo se ben ricordo si diceva di male in peggio. Ero lì ad ammirare questo "gioiello", frutto della mente di qualcuno che chissà quante ore di sonno ha perso per giungere a una forma di arredo strabiliante per una piazza di cotanto spessore, quando una persona si ferma e mi dice: Ma non erano più belle le baracche di cantiere di prima rispetto a queste? Perché buttano via soldi, tanto si tratta soltanto di un "buco"(Sic!). L'ho rassicurato che si tratta di "archeologia preventiva", pensi che fra cinquecento anni queste sacre latrine imperiali saranno un cimelio per le generazioni di là a venire, perché racconteranno la storia di Ravenna, ammesso che le indicheranno nella futura carta archeologica! La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna, non ha nulla da dire?"

Pasquale Minichini, Lista per Ravenna

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