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Flamigni è il candidato sindaco di 'Russi libera e sicura': "Più fondi alla Polizia e un osservatorio per la centrale"

La lista si presenta come gruppo civico e la squadra si proporrà alle prossime elezioni amministrative come forza di governo del territorio del comune di Russi

E' stato presentato sabato il candidato sindaco della lista civica “Russi libera e sicura”. La lista si presenta come gruppo civico e la squadra si proporrà alle prossime elezioni amministrative come forza di governo del territorio del comune di Russi. Fanno parte del Gruppo le liste civiche Libera Russi, presentata da Enrico Conti già nel 2009, e Prima Russi, già presente alle scorse elezioni amministrative del 2014 capitanata da Marabini Maria, entrambi movimenti e forze politiche che in questi anni hanno operato sul territorio comunale in contrapposizione all'attuale Amministrazione che ha governato la città.

L’incontro è stato aperto da Enrico Conti, esponente di libera Russi che ha presentato il candidato sindaco Andrea Flamigni, giovane medico di Chiesuola, sposato con tre figli, attualmente impegnato come direttore di un impianto termale del territorio e a capo di una start-up di onoranze funebri a Ravenna. Dopo la presentazione, il candidato ha elencato i punti salienti della sua campagna elettorale partendo dai temi caldi riguardanti la realtà locale Russi. Il tema più scottante è stato a riguardo della centrale a biomasse, dell’impatto che tale progetto avrà nel territorio e di come sarà necessario intervenire per poter far fronte ad eventuali problematiche circa la salute dei cittadini. Un altro tema del quale si è discusso è stata la viabilità e di come essa sia un fattore cruciale anche nella sicurezza del territorio: "La viabilità infatti rappresenta un nodo cruciale da sciogliere a causa dell’imminente apertura della centrale - spiega Flamigni - dal momento che è stato deciso di portare il materiale da bruciare su gomma". Infine Il candidato sindaco ha esposto il suo apprezzamento verso lo sport, come elemento di coesione verso i giovani che lo praticano e un impegno nell’incrementare i fondi per le infrastrutture sportive.

Subito dopo è intervenuto come ospite a tutela della legalità anche Jacopo Morrone, sottosegretario alla giustizia, che ha riaffermato gli argomenti di Flamigni rilanciando sul tema della sicurezza e della giustizia, sottolineando come "il lavoro fatto in questi mesi dal governo del cambiamento sia essenziale per i sindaci nel garantire la sicurezza sul territorio e una collaborazione a livello nazionale. Il decreto sicurezza ha riscosso molto successo fra i comuni: infatti solo 30 sindaci su più di 8000 presenti a livello nazionale hanno espresso la loro disapprovazione, una prova di come tale decreto sia effettivamente la risposta più concreta che si potesse dare a livello locale per fronteggiare i problemi presenti nelle piccole comunità come Russi".

Morrone ha sancito l’impegno, insieme a Flamigni di istituire un assessorato per le piccole e medie imprese che possa garantire loro più tutela e garanzia, con l’impegno di garantirne lo sviluppo nel territorio anche grazie alla semplificazione burocratica. Sono seguite diverse domande, la prima delle quali chiedeva al candidato sindaco un commento sulla proposta di incentivare l’acquisto di allarmi e sistemi di sicurezza da parte della lista civica in opposizione a “Russi libera e sicura”. Flamigni nel rispondere ha sottolineato scherzosamente come "incentivare l’acquisto di tali sistemi antintrusione sia come incentivare l’acquisto di termometri quando si ha la febbre invece di pensare alla cura delle cause di tale problema; ovvero bisogna dare risposte certe al problema partendo dalla radice dando più incentivi alle forze di polizia". Ha poi sottolineato che l’attuale amministrazione "non ha utilizzato i fondi per le videocamere di sicurezza messa a disposizione dal governo. Qualche cittadino ha ribadito il caso dell’osservatorio della centrale a biomasse, già chiesto dai cittadini e mai approvato dalla attuale giunta; tale osservatorio sarà un’importante opportunità per rendere più trasparente il caso Centrale a Biomasse. Sarebbe importante servirsi di istituti accreditati collegati con l’università per gli accertamenti del caso sulle emissioni con esperti competenti sulla questione".

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