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Domenica, 26 Maggio 2024
Politica

Frane dopo il disboscamento sugli argini dei fiumi, Ancisi (LpRa): "Pericolose, intervenire subito"

"La frana più inquietante è visibile proprio alle porte di Ravenna poco prima dell’incrocio tra la Ravegnana e la statale Adriatica, in corrispondenza del ponte sul fiume Ronco, che attraversa la tangenziale Classicana"

Gli alberi e gli arbusti che, sotto forma spesso di boscaglie, svettavano - oggetto di forti critiche dopo le alluvioni del maggio scorso - sugli argini del fiume Ronco tra Forlì e Ravenna sono stati tagliati, per ultimo nel forlivese. "Anche stavolta i lavori, commissionati dalla Regione, non sono stati però compiuti al meglio - critica il capogruppo di Lista di Ravenna Alvaro Ancisi - Non essendo stati seguiti, doverosamente, né dalla cippatura né dall’asportazione dei tronchi e del legname, sono rimasti accatastati a terra lungo gli argini, fonte eventuale di ulteriori disastri in caso di nuove piene".

Secondo il consigliere d'opposizione "allarma lo spettacolo offerto dalle sponde del fiume, che, messe a nudo dopo essere state disboscate, rivelano numerosi e preoccupanti movimenti franosi. Alcuni smottamenti si sono avuti nel maggio alluvionale scorso a Coccolia, ma il rischio che se ne abbiano altri, complice anche la subsidenza, si è largamente esteso. Secondo Claudio Miccoli - geologo per 41 anni nella Regione Emilia-Romagna, dove ha conseguito responsabilità dirigenziali nei campi dell’idraulica, dell’assetto idrogeologico e della difesa della costa adriatica - questi cedimenti richiedono interventi immediati, soprattutto perché rischiano di abbattersi, a fianco del fiume, sulla statale Ravegnana ad ovest e su via Argine Destro del Ronco ad est. Occorre, per frenare l’innesco dei processi erosivi, regimentare il flusso dell’acqua freatica, che filtra a pressione attraverso gli argini, realizzando muri e scoli con pietrame. Questi interventi non si eseguono più da quasi 40 anni perché la vegetazione ha via via occultato i vecchi e i nuovi smottamenti, ora venuti in luce".

"La frana più inquietante è visibile proprio alle porte di Ravenna poco prima dell’incrocio tra la Ravegnana e la statale Adriatica, in corrispondenza del ponte sul fiume Ronco, che attraversa la tangenziale Classicana - puntualizza Ancisi - "Con ogni probabilità, si è sviluppata - afferma Miccoli - a seguito non soltanto dell’alluvione del maggio 2023, ma anche dei lavori di disboscamento, dopo i quali è stata lasciata una scarpata troppo ripida, incompatibile, per la sua stabilità, con le caratteristiche dei terreni presenti. La stessa situazione si rivelerebbe adesso anche dietro la massa franata, producendo un ulteriore e più alto rischio quando la prossima piena asporterà i terreni ora posti ai piedi della scarpata”. Desta molta preoccupazione che tale fenomeno non sia stato immediatamente oggetto di intervento, considerando che, in occasione dell’eventuale nuovo evento alluvionale, l’evoluzione della frana potrebbe interessare anche la Ravegnana, con tutti i comprensibili rischi sia idrogeologici, che di incolumità delle persone, che di interruzione della circolazione stradale sull’unico collegamento diretto esistente tra Ravenna e Forlì".

Il consigliere, presentando un'interrogazione sul tema, chiede al sindaco "se intende attivarsi presso la Regione affinché provveda immediatamente a sgombrare il fiume Ronco dagli ammassi di tronchi e ramaglie lasciati a terra dopo il loro disboscamento, nonché a produrre con urgenza gli interventi utili per metterne in sicurezza i tratti arginali pericolosamente franati".

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