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Venerdì, 30 Settembre 2022
Politica

Elezioni politiche 2022, debuttano i candidati di Fratelli d'Italia. Buonguerrieri: "Libereremo anche il collegio rosso di Ravenna"

Debutta anche a Ravenna la squadra di Fratelli d'Italia schierata per le prossime elezioni politiche. A presentare idee e programmi del partito di Giorgia Meloni sono i candidati del territorio

Debutta anche a Ravenna la squadra di Fratelli d'Italia schierata per le prossime elezioni politiche. A presentare idee e programmi del partito di Giorgia Meloni - il primo in Italia secondo tutti i sondaggi, accreditato sopra al 22-23% - sono stati il consigliere comunale di Fratelli d'Italia a Ravenna e coordinatore provinciale Alberto Ferrero, Alice Buonguerrieri (candidata all'uninominale alla Camera per il collegio di Ravenna), Marta Farolfi (vicesindaca di Brisighella e candidata all'uninominale al Senato per il collegio di Rimini-Forlì-Cesena), Alberto Balboni (candidato all'uninominale al Senato per il collegio di Ferrara-Ravenna), Marco Lisei e Tommaso Foti che in Romagna sono schierati nei listini plurinominali, oltre che nei collegi in Emilia.

Buonguerrieri: “Libereremo anche la zona rossa di Ravenna”

A inquadrare i valori di Fratelli d'Itali è Alice Buonguerrieri: “La nostra alleanza sta assieme per una comune visione politica e non per convenienza o costrizione elettorale - dice Buonguerrieri - Siamo per l'autonomia energetica, la famiglia, il contrasto alla crisi della natalità, la sicurezza, la lotta all'immigrazione clandestina. La sinistra dà invece priorità alle restrizioni, allo 'ius soli', alla droga libera”. Quindi la politica estera: “Rispediamo al mittente le accuse che ci muove la sinistra, che va a dire all'estero che ci saranno problemi di posizionamento dell'Italia se vince il centro-destra”.

Avvocato cesenate, coordinatrice di Fratelli d'Italia per Forlì-Cesena, dal 2004 nel centro-destra e consigliere comunale nel suo comune di origine, Bagno di Romagna. In una sorta di staffetta invertita con la brisighellese Marta Farolfi (candidata invece nel collegio di Rimini-Forlì-Cesena), lei cesenate si trova schierata nel collegio uninominale di Ravenna alla Camera, uno dei pochi che i sondaggi colorano di rosso e quindi più appannaggio del centro-sinistra (la sua contendente è Ouidad Bakkali del Pd). Per Buonguerrieri, però, “ogni collegio è contendibile, compreso quello di Ravenna. Anche qui possiamo fare bene e liberare anche le zone più rosse”. Tra i temi locali che cita ci sono i collegamenti tra il porto e l'entroterra, come l'E45 verso Cesena e la Statale 67 verso Forlì. E poi l'attenzione agli operatori balneari che si trovano nell'applicazione della Direttiva Bolkestein che prevede gare per le concessioni demaniali. Per Buonguerrieri è necessario anche “il rilancio del settore oil & gas, dove si stanno perdendo posti di lavoro”.

Balboni: “Il voto di Ferrara per compensare un possibile svantaggio a Ravenna”

Sulla scheda elettorale, nella provincia di Ravenna, anche il nome di Alberto Balboni, parlamentare uscente di Fratelli d'Italia, ferrarese. Corre nel collegio senatoriale di Ferrara-Ravenna, che non considera blindato: “Nel 2018 avevo vinto il collegio di Ferrara, anche se poi i perdenti di sinistra del mio territorio uno è diventato ministro (Franceschini) e l'altra, mia diretta contendente, sottosegretario (Sandra Zampa). Noi invece di Fratelli d'Italia rispettiamo quanto abbiamo promesso, e cioè che vogliamo andare al governo solo con un'investitura popolare. Ora il collegio unico con Ravenna rende più difficile vincere, ma contiamo di compensare con il voto a Ferrara uno svantaggio indicato su Ravenna”. 

Per Balboni arriva un sì ai rigassificatori e in generale un rifiuto “della cultura del no a tutto, espressa dal Movimento 5 Stelle, che è andato al potere con il 'uno vale uno', una filosofia che ha consegnato il Parlamento a persone incapaci, che poi si sono dimostrate pronte a tutto pur di mantenere la loro poltrona. Noi invece orgogliosamente schieriamo candidati che si sono fatti le ossa sul territorio e nelle istituzioni”. Quindi l'attacco al reddito di cittadinanza: “Si è scambiato il principio sacrosanto che chi ha bisogno va aiutato con quello che si può avere un reddito senza lavorare, e si portano molti nostro giovani a stare sul divano invece che andare a lavorare, per esempio nel turismo della Riviera, dove però il lavoro va retribuito giustamente e le aziende aiutate a retribuirlo giustamente”. 

Farolfi: “Sono romagnola e conosco i problemi locali”

Quello di Farolfi è il nome, per tutto il centro-destra, che gli elettori di Forlì, Cesena e Rimini si troveranno sulla scheda elettorale del Senato. E' vicesindaco di Brisighella, 60 anni, capo dell'opposizione di centro-destra nel suo Comune dal 2004 al 2019, partita a fare politica sotto le insegne del Partito Liberale e poi in Alleanza Nazionale. Spiega Farolfi: “Non mi sento una paracadutata, ma al massima una catapultata da un territorio vicino. Sono romagnola, conosco le problematiche della Romagna, che poi sono le stesse: dalla sanità di area vasta, la subalternità all'Emilia nelle politiche regionali, le infrastrutture. Paracadutata è invece la candidata mia competitor (nello stesso collegio il centro-sinistra schiera Simona Viola, dirigente di +Europa, ndr), che viene da Milano, avrà bisogno del navigatore per girare in questo territorio”.

Ed ancora: “Abbiamo due culture completamente diverse: lei radicale, per la legalizzazione della droga, io invece per la famiglia, per babbo e mamma e non 'genitore 1' e 'genitore 2', io per i diritti individuali che sono sacri, anche quelli degli omosessuali, che conosco personalmente e mi sostengono, ma contro chi vuole diffondere la cultura gender nelle scuole”.  Tra le battaglie citate da Farolfi anche quella per l'indipendenza energetica: “Dobbiamo essere pragmatici e quindi rilanciare l'estrazione del gas dell'Adriatico e rimuovere i divieti ai tetti fotovoltaici nei centri abitati e centri storici negli edifici non vincolati”.

Infine ci sono in lista gli emiliani Marco Lisei che definisce la sua candidatura nei listini romagnoli “una candidatura di servizio”. Il suo cavallo di battaglia è la sanità pubblica, “che è in declino in Emilia-Romagna e dove l'eccellenza è solo in chi ci lavora, nonostante sia sottopagato e preso a calci con turni stressanti, impossibilità di fare le ferie e che resta nonostante ci sia la fuga verso la sanità privata”. In corsa anche il piacentino Tommaso Foti che ricorda che Fratelli d'Italia “è partito con un gruppo di sognatori, passati dall'1,9% del 2013 al 23-24% degli attuali sondaggi, perché gli italiani hanno premiato la nostra coerenza”.

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