Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica

Fratino 'fastidioso', scoppia la polemica. I candidati consiglieri replicano: "Far convivere ambiente e commercio"

"Serve trovare un equilibrio tra realtà quotidiane e stagionalità ambientali, altrimenti, piaccia o meno sentirselo dire, il tessuto sociale, turistico e commerciale di quel lido è destinato a perire nel breve termine"

"Al nostro ufficio è stato segnalato il programma elettorale di due aspiranti consiglieri comunali nel quale si avanza una proposta, per noi molto discutibile, avente ad oggetto il fratino, quel piccolo e delicato volatile che in primavera nidifica tra le dune marine. Ebbene, i due aspiranti consiglieri nel corso di un incontro con i residenti di Lido di Dante non hanno trovato di meglio, per accaparrarsi qualche voto da parte dei gestori di strutture balneari, di tirar fuori il mite, delicato e innocuo fratino, nonchè di invocare anche una presa di posizione da parte dei Carabinieri Forestali".

A denunciare il caso è la sezione ravennate di Enpa, che spiega: "Limitatamente al periodo della nidificazione i fratini sono esposti a una rilevante serie di pericoli e squadre di volontari, tra cui anche quelli dell’Enpa, sensibili al problema si organizzano con dedizione per vigilare sulla salvaguardia delle uova e dei nidiacei. Grazie ai due aspiranti a un seggio a Palazzo Merlato abbiamo così appreso che il fratino è un essere "molesto, fastidioso" e che giunge persino, così come è stato scritto, a “schiavizzare” i residenti. Dato che negli anni scorsi i fratini hanno nidificato non solo a Lido di Dante ma anche a Marina Romea, Marina di Ravenna, Porto Corsini, Lido di Classe, Lido di Savio e Punta Marina, potremmo forse annoverarli tra i problemi generati dalle nutri e dai cinghiali. Non c’è che dire: ci troviamo di fronte ad un programma ambientalista di alto profilo".

"E’ molto interessante scoprire come chi, anziché nascondere la testa sotto la sabbia rispetto ai problemi, e alle conseguenti opportunità, di una località balneare come Lido di Dante, cerca di fare proposte concrete, anziché controproposte, finisca per ricevere critiche o in alcuni casi insulti - replicano i due candidati consiglieri 'incriminati', Roberta Mingozzi (capolista PrimaveRa Ravenna) e Dennis Casano (candidato della stessa lista) - E’ evidente che le proposte di PrimaveRa Ravenna non vogliono stravolgere gli equilibri del Lido in questione, né dal punto di vista turistico-commerciale, nè ambientale; tuttavia, sulla base delle suggestioni ricevute sul territorio dagli operatori direttamente e quotidianamente interessati, nonchè delle ripetute rimostranze ricevute in Consiglio Territoriale dell’area mare su gravi insufficienze, riteniamo che su qualcosa vada messa mano e vadano riviste alcune prassi, nonché implementati servizi".

"Per quanto riguarda la nostra contrarietà alla “schiavitù” da fratino, è ovvio che nessuno ha intenzione di cessare, nè di gettare alle ortiche tutto il lavoro svolto dalle associazioni di volontari a salvaguardia di questa delicatissima specie protetta; tuttavia non si può fingere di non sapere che la dimensione dell’area interdetta, e il relativo periodo, sono letteralmente invalidanti non solo per tutti coloro che nel territorio hanno investito, e investono, tempo e denaro nella speranza di poter campare dalle proprie attività commerciali, ma anche per gli stessi fruitori della spiaggia che sono sempre più numerosi e sempre più stipati in un’area a dimensione ridicola, come fossero ghettizzati - continuano i candidati - Poiché anche in altri lidi del nostro comune, come la stessa Marina di Ravenna, sono stati già in passato individuate e tutelate, con regolari presidi, nidificazioni di fratino, nonostante fossero situate tra stabilimenti perfettamente frequentati e funzionanti, non riusciamo a comprendere per quale motivo Lido di Dante non possa trovare una via di mezzo per poter far convivere la necessità di salvaguardia ambientale con quella sociale e commerciale. Serve insomma trovare un equilibrio tra realtà quotidiane e stagionalità ambientali, altrimenti, piaccia o meno sentirselo dire, il tessuto sociale, turistico e commerciale di quel lido è destinato a perire nel breve termine, con buona pace di decine e decine di famiglie, nostre concittadine, che hanno la stessa dignità e meritano le stesse tutele degli operatori e dei fruitori di altre località balneari. Lo stesso principio vale per quanto riguarda la nostra proposta relativa all’installazione di bagni pubblici temporanei e la concessione di un permesso per un chiosco, anch'esso temporaneo, a servizio dei bagnanti naturisti, per combattere il degrado. Vorremmo specificare, con un certo stupore, che non si fa alcun riferimento a chioschi in cui poter espletare pratiche sessuali liberamente, ma si pensa a un chiosco ristoro con acqua, bevande e un minimo di cibo, evitando che l’utenza naturista si veda costretta a fare chilometri a piedi, magari in condizioni non idonee, per bere o mangiare qualcosa, o che espleti urgenze fisiologiche in giro per la spiaggia. Non ci si può lamentare del degrado che si crea attorno all’area naturista se poi quest’area non viene resa accogliente, sana e ricca di servizi. Siamo molto lieti che le nostre proposte continuino a essere commentate e ribadiamo fortemente che riqualificare e migliorare il territorio di Lido di Dante è una opportunità che non possiamo farci sfuggire!".

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