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Frontini (LpR): "Non ci hanno fatto parlare nel consiglio territoriale Darsena"

"mi sono recata, con un piccolissimo gruppo di cittadini, alla riunione, in quanto da diverso tempo abbiamo nel quartiere una situazione di vero pericolo per animali e persone"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Dopo oltre quattro mesi (!) si è riunito, mercoledì scorso, il Consiglio territoriale dell’area Darsena. Venutane a conoscenza, grazie ad un consigliere di opposizione, mi sono recata, con un piccolissimo gruppo di cittadini, alla riunione, in quanto da diverso tempo abbiamo nel quartiere una situazione di vero pericolo per animali e persone. Si tratta, come si è letto sulle pagine dei quotidiani locali, di un cane largamente non o male custodito che, avendo già azzannato altri cinque cani e i relativi proprietari, terrorizza il quartiere, e soprattutto le famiglie con figli e gli anziani, dato che questo animale è lasciato spesso in libertà nella zona del parco Capodistria. Alla nostra richiesta di poter intervenire in corso di seduta per cercare la risoluzione del problema, si è però scatenato un putiferio, perché sia il presidente che un consigliere di maggioranza hanno fatto il diavolo a quattro per non permetterci di parlare di questa problematica cittadina, rifiutando anche la proposta di un consigliere di opposizione di discuterne nel punto delle “varie ed eventuali” iscritto all’ordine del giorno. Per fortuna era causalmente presente, per esporre un tema di propria competenza, l’assessora Giovanna Piaia, la quale, essendo delegata del sindaco anche per i diritti degli animali e avendo capita la problematica, si è adoperata perché intervenissimo, facendosi poi carico della risoluzione del problema.

Mentre dunque ringraziamo l’assessora, dobbiamo stigmatizzare come il nostro consiglio territoriale sia ben lontano, per come opera o soprattutto non opera, dai problemi dei cittadini e del territorio stesso, particolarmente accentuati nella vecchia Darsena situata sugli assi delle vie Tommaso Gulli e Lanciani. Ebbi modo, in un’occasione, parlando col presidente, di dirgli quanto sarebbe bene che il Consiglio attivasse un dialogo con le famiglie e gli operatori commerciali della zona. Ne ebbi come risposta un sonoro “Vaffa.....”, davanti a tutto il consiglio. Non può dirsi che si tratti di un comportamento elegante, a prescindere che sia stato rivolto ad una donna.

Posso solo ricordargli che, se il presidente e i membri dei consiglieri territoriali svolgono gratuitamente le loro funzioni, candidandosi ed accettando l’incarico, senza esserne obbligati, si assumono l’onere di corrispondere ai relativi doveri, rispetto ai quali basta trascrivere, dall’art. 2 del regolamento comunale dei consigli territoriali, quanto segue: “Il Comune di Ravenna nella propria azione amministrativa, rende effettivo il diritto alla partecipazione politica e amministrativa dei cittadini e delle loro espressioni associative. Il Consiglio Territoriale, quale organismo di partecipazione a base territoriale, costituisce il riferimento per i cittadini che risiedono nel territorio comunale o che sono comunque impegnati nell’ambito di Associazioni, di organizzazioni di volontariato e di realtà sociali, sportive e culturali ivi operanti. I Consigli territoriali valorizzano e promuovono la partecipazione dei cittadini, degli organismi e delle libere forme associative. Il Consiglio Territoriale, costituito su base volontaria, agisce al fine di rendere partecipe la cittadinanza alle scelte amministrative e sociali che riguardano la comunità, nonché al fine di farsi interprete e promotore delle legittime istanze dei residenti nell’Area cui insiste il Consiglio Territoriale nonché di coloro che nell’area esercitano attività prevalente di lavoro o studio”. Se così non è, meglio chiudere baracca.

Elisa Frontini

(coordinatrice dei Gruppi di ascolto di LpRA)

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