Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Genitori senza Green Pass, provocazione fuori dall'asilo. Intervengono i carabinieri

Il consigliere leghista attacca: "Dividere gli alunni in bambini di serie A e di serie B in base a scelte o reddito è altamente discriminatorio e traumatizzante"

Primi giorni di scuola turbolenti per insegnanti, bambini e genitori. Con l'avvio del nuovo anno scolastico si riaccendono le polemiche relative al Green Pass. E' accaduto infatti in diverse scuole della Romagna che persone - sia personale scolastico che genitori - prive della certificazione verde non abbiano avuto accesso agli edifici scolastici. Il fatto ha scatenato il consigliere comunale della Lega Gianfilippo Nicola Rolando che, nella mattinata di martedì, si è presentato davanti all’asilo 'Il Veliero' di Porto Corsini accompagnato da cinque famiglie "esibendo le autocertificazioni richiamanti le recenti disposizioni europee che dispongono l’esigenza di non discriminare fra persone vaccinate e non", come afferma lo stesso leghista.

L'atmosfera di fronte all'edificio scolastico si è poi scaldata: Rolando dichiara infatti che l'asilo di Porto Corsini abbia negato l'ingresso ad alcuni genitori sprovvisti di Green Pass. Per placare la protesta innescata all'ingresso dell'asilo sono poi intervenuti i Carabinieri di Ravenna. "Proprio nella giornata di ieri (lunedì, ndr) erano uscite le linee guida dell’assessorato dove però non si teneva conto che attuandole si sarebbe verificata una netta discriminazione visto che autorizzava l’entrata solo ai genitori in possesso del Green Pass, gli altri, ovvero i genitori sprovvisti del pass, avrebbero dovuto lasciare i figli fuori a una maestra al cancello", spiega Rolando. Una disposizione che risponde all'attuale normativa che stabilisce che il possesso del Green Pass sia obbligatorio sia per il personale scolastico che per chiunque debba entrare nelle strutture scolastiche, compresi dunque anche i genitori che accompagnano i figli piccoli a scuola.

"L’assessore della giunta De Pascale non può permettere che vengano discriminati bambini di 2, 3, 4, 5 anni in questa maniera - attacca il consigliere leghista - ricordando che non tutte le famiglie possono o vogliono vaccinarsi, molte di esse in difficoltà economica causa chiusure e lockdown, quindi impossibilitate ad aggravare ulteriormente il bilancio famigliare mensile con il costo dei tamponi. Prima vengono i bambini e la loro salute mentale e chi ha l’incarico di seguirli deve sapere che dividere bambini di serie A e di serie B in base a scelte o reddito è altamente discriminatorio e traumatizzante. Chiediamo quindi che non si facciano più distinzioni e che vengano trattati tutti alla stessa maniera. Una soluzione sarebbe, come già avviene in altre strutture, di fare entrare tutti i bambini indiscriminatamente all’entrata con la maestra - conclude Rolando - sarà uno sforzo in buona fede che tutelerà i bimbi in primis, le famiglie e lo stesso personale entrando meno in contatto diretto con i genitori che, anche se in possesso del green pass, potrebbero contagiare ed essere contagiati".

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