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Gibertoni (Misto) chiede chiarezza sul nuovo progetto della centrale Teodora: "Emissioni potenzialmente nocive"

Per la consigliera regionale il problema principale sta nell'emissione di ammoniaca: "Necessarie ulteriori verifiche"

"Non è il caso di approfondire gli aspetti collegati all'inquinamento da ammoniaca e alla formazione di particolato secondario nell'area circostante la centrale Teodora dopo i lavori di miglioramento impiantistici proposti?". Questo è quanto chiede Giulia Gibertoni (Gruppo Misto) con una specifica interrogazione all'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna sull'impianto che sorge alle porte di Ravenna.

La consigliera dà notizia del progetto che prevede la sostituzione delle parti calde dell'impianto con un miglioramento di alcune performance ambientali rispetto all'esistente, soprattutto con una riduzione significativa di ossidi di azoto ma contestualmente "con l'emissione in atmosfera di ammoniaca che, pur non essendo un gas serra, è pur sempre una sostanza inquinante".

"A temperatura ambiente - specifica la capogruppo - è un gas incolore dall’odore pungente molto forte, irritante e tossico e partecipa alla formazione di particolato atmosferico, specie quello con diametro minore di 2.5 micrometri. L’ammoniaca, nello specifico, reagisce con l’acido nitrico e con l’acido solforico portando alla formazione rispettivamente di nitrato d’ammonio e solfato d’ammonio, i due sali inorganici maggiormente presenti nel particolato".

Nonostante dal settembre scorso sia partita la procedura di verifica di assoggettabilità al Via ministeriale, Gibertoni prosegue sottolineando come nei rilievi presentati dalla Regione "non si ritiene del tutto cautelativa la valutazione circa le emissioni di ammoniaca e appare quindi necessario verificare tramite modellistica il trasporto e la ricaduta degli inquinanti anche in direzione est, verso le località marittime della zona Marina di Ravenna e Porto Corsini nel periodo estivo; in particolare andranno stimati gli impatti odorigeni, verificato il superamento del limite olfattivo a causa dell’immissione in atmosfera di ammoniaca".

"Se a ciò si aggiunge anche la potenziale problematica delle acque di scarico di raffreddamento che saranno restituite nel canale Magni e nella Pialassa Baiona determinando un sensibile aumento nel carico termico previsto dal progetto, è evidente - per la capogruppo - la necessità di ulteriori passaggi di approfondimento poiché è del tutto assente una valutazione quantitativa della sovrapposizione degli impatti dovuti al progetto proposto con quelli già presenti sul territorio".

Stante la situazione e i potenziali rischi per l'ambiente, la consigliera del Gruppo Misto, oltre al quesito principale, interroga la Giunta per capire "per quale motivo la Regione Emilia-Romagna non abbia avviato, in tempo utile per poter presentare delle osservazioni comuni, un'interlocuzione con gli altri enti interessati, quali il Comune e la Provincia di Ravenna, nonché, con l’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità-Delta del Po". Vuole poi sapere dall'esecutivo "se non ritenga, stante l’assenza di un qualsiasi contributo, che l’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità-Delta del Po abbia dimostrato, una volta ancora, la propria incapacità di tutela nei confronti dell’area protetta a esso affidata mancando di adempiere alla finalità istitutiva".

Infine Gibertoni sollecita la Regione a impugnare il progetto di upgrade dell'impianto Teodora se non venisse sottoposto a procedimento di Via e non fossero recepite le numerose osservazioni e richieste di approfondimento avanzate dalla Regione Emilia-Romagna e dall'Istituto superiore di sanità.

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