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Sicurezza a Ravenna, Bazzocchi (LpRa): "Il comune vuole uscire dal letargo ma non ne ha le capacità"

" Azioni, prevenzione e repressione della criminalità da parte di Polizia e Carabinieri, contro furti, spaccio di droga, contrasto all'immigrazione clandestina ad esempio, che li portano ad essere presenti sul territorio e vicini alla gente"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Quando parliamo si sicurezza, a Ravenna parliamo di due modi opposti di gestirla. Quello dell'efficiente azione delle forze dell'ordine, Carabinieri e Questura, con i noti problemi di carenza di mezzi e uomini (specie la seconda), ai quali però sono contrapposti abnegazione e volontà di agire. E quello dell'amministrazione comunale. Per accorgercene, basta leggere le cronache quotidiane. Azioni, prevenzione e repressione della criminalità da parte di Polizia e Carabinieri, contro furti, spaccio di droga, contrasto all'immigrazione clandestina ad esempio, che li portano ad essere presenti sul territorio e vicini alla gente.

Il tutto, coordinato dal Prefetto. Mentre il Comune, per bocca dell'assessore alla sicurezza, si esprime pubblicamente in questi termini; riporto alcune frasi pubblicate ieri su un quotidiano locale, a seguito anche dei dati sulla criminalità, pubblicati dal Sole24ore, che ha portato Ravenna ai vertici per numero di denunce.

1) I crimini: “Un po’ la crisi, ma anche il reale aumento della criminalità un po’ in tutto il Paese, stanno consegnando alle città anche benestanti come Ravenna il sentimento di un diffuso senso di insicurezza, «un po’ per colpa dei tam tam mediatici - specie sui social network, sottolineata l’assessore”.

2) Furti in casa. “Io e il comandante della Municipale stiamo facendo il giro dei vari comitati cittadini per capire quale misura abbia il fenomeno». Le soluzioni, dice la Monti, passano tutte per il controllo del territorio. «Il Comune non ha potere di intervento come ordine pubblico ma intanto chiederò i dati sui furti nel forese e poi decideremo come organizzare le pattuglie».

In queste due frasi dell'assessore, si può capire quanto tempo abbiano perso – sotto la regia confusa del Sindaco - nell'affrontare emergenze sul territorio che sono presenti da mesi, da anni. La genialata poi, di attribuire la responsabilità anche al tam tam sui social network, denota quanto l'assessore alla sicurezza, c'entri in tema come i cavoli a merenda. In altre parole, quando devi recitare la parte, invece che ragionare e agire, si finisce così. I social di cui parla l'assessore e in particolare i gruppi che danno tanto fastidio, non fanno altro che mettere in risalto le annose e colpevoli lacune della gestione della sicurezza da parte del Comune, della gestione della PM in particolare.

Tant'è, che a conferma di tutto questo, nel punto 2), si legge la ricetta dell'assessore: il controllo del territorio. Da quanti mesi, Lista per Ravenna chiede più presenza della Vigilanza di Quartiere e non solo, dati alla mano, per fare multe? Meno male che stanno anche pensando come organizzare le pattuglie. Meno male che il Comandante predica la “demarcazione del territorio” ai suoi agenti.

Il problema, è che l'amministrazione comunale,non ha il contatto con la realtà, con i reali problemi del territorio e con le reali esigenze: sicurezza, urbanistica, viabilità, traffico, turismo, cultura, immigrazione, giovani, lidi. Non porta proposte, perché non va alla ricerca del bene comune ma del mantenimento dello status quo, del sistema condizionato dalle politica asservita al partito, il PD e aun sistema che si sta rivelando per quello che è. E il tragico, è che parte dell'opposizione non è da meno".

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