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"Gli interventi per rendere l'Olivetti-Callegari accessibile ai disabili"

Il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi ha trasmesso al sindaco l’elenco delle opere necessarie affinché sia garantita la piena fruizione della scuola a tutti i 43 ragazzi con disabilità iscritti

Il  prossimo 15 settembre, inizio del nuovo anno scolastico, si compirà il trasferimento dell’istituto professionale Olivetti dalla sede di via Bixio a quella di via Umago, nel quartiere Darsena, dove ha già sede l’istituto professionale “gemello” Callegari. La commissione aveva già discusso animatamente del tema il 9 giugno scorso in municipio: nel corso della seduta, il sindaco Michele De Pascale aveva dichiarato disponibilità a integrare il progetto di ristrutturazione in corso nell’edificio di via Umago con le ulteriori opere di cui gli fosse segnalata la necessità per rimuovere ogni barriera e ostacolo all’accesso e alla piena fruizione dei servizi e delle attività scolastiche da parte degli allievi disabili. Il sindaco aveva anche convenuto con la proposta del capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi di convocare una nuova seduta di commissione presso la scuola ristrutturata nei primi dieci giorni di settembre, onde riscontrarvi l’esito dei lavori effettuati.

La richiesta

Come aveva annunciato subito dopo la commissione, lunedì Ancisi ha trasmesso, in qualità di presidente della commissione consiliare Ambiente, Sanità pubblica e Qualità della vita, al sindaco De Pascale l’elenco delle opere necessarie affinché sia garantita la piena accessibilità e fruizione della scuola anche a tutti i 43 ragazzi con disabilità iscritti all’Olivetti. "Ho consultato le persone presenti alla riunione del 9 giugno in qualità di esperti: la professoressa Susanna Venturi, rappresentante del collegio dei docenti e responsabile dei docenti di sostegno agli alunni con disabilità; Christian Orselli, membro del Consiglio d’Istituto in rappresentanza degli studenti; Francesco Deggiovanni, presidente provinciale e regionale dell’Anmic (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) e Antonio Ricci, presidente provinciale della Fand (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persona con Disabilità) e dell’Anmil (Associazione Nazionale fra lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro). L’elenco che ho trasmesso al sindaco, redatto dalla professoressa Venturi con l’accordo di tutti gli esperti, rappresenta la serie dei lavori indispensabili per garantire la continuità didattica e il diritto allo studio ai ragazzi dell’Olivetti con disabilità anche nella nuova sede. In parte sono interventi già previsti dal piano provinciale sull’unificazione degli istituti Olivetti e Callegari: in ogni caso sono però tutti da verificare prima dell’avvio del nuovo anno scolastico".

Le barriere fisiche da abbbattere

"L’elenco è teso, innanzitutto, a rimuovere le barriere fisiche esistenti nell’edificio - spiega il consigliere d'opposizione - in particolare i gradini che si oppongono all’accesso di tutti i disabili al soppalco della palestra, alla biblioteca, ai laboratori informatici, all’aula Lim (Lavagna Interattiva Multimediale) e all’“aula studio”, ma anche ad assestare le sconnessioni dell’area del cortile che le rendono impraticabili con sedia a rotelle, soprattutto per arrivare in biblioteca. Serve anche la “sistemazione” sia della rampa di connessione che dell’ambiente attraverso cui gli studenti possono raggiungere l’ascensore dalla parte del cortile, così come dell’ambiente al primo piano in cui l’ascensore arriva: tali ambienti sono infatti attualmente segnati da incuria e degrado. Almeno in seconda battuta, occorre anche garantire l’accesso alle 8 aule poste nel piano ammezzato (a livello stradale), ora raggiungibile solo attraverso due rampe di scale. Sarà inoltre necessario realizzare due bagni per disabili (e non): uno al piano terra, nella zona riservata ai laboratori (dove non ce n’è alcuno in tale area) e un altro al secondo piano (dove non ce n’è alcuno nell’intero piano). Occorre anche individuare un ambiente adatto ad accogliere un lettino medico su cui accudire un particolare alunno (per “cambiarlo”) e in cui risolvere i momenti di “crisi” di un altro alunno: inadeguato allo scopo, unico spazio dotato di un lettino, è il punto di ascolto e assistenza psicologica, piccolissimo, privo di acqua e soprattutto privo di finestre. Infine, a proposito di finestre, appare inderogabile realizzarne due: una nell’aula “speciale” al primo piano che dovrà accogliere in particolare un’alunna con gravi difficoltà, l’altra nell’aula Lim situata nello stesso corridoio".

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