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Verde, università, infrastrutture e semplificazione: "Serve consiglio comunale straordinario"

Un consiglio comunale straordinario per discutere delle grandi opere che coinvolgono Ravenna. E' quanto propone il capogruppo di LpRa, Alvaro Ancisi, sulla base delle "Linee guida per lo sviluppo sostenibile"

Un consiglio comunale straordinario per discutere delle grandi opere necessarie al potenziamento di Ravenna. E' quanto propone il capogruppo di LpRa, Alvaro Ancisi, sulla base delle "Linee guida per lo sviluppo sostenibile" del comune bizantino presentate da Confindustria. Per il leader della lista civica sono "fondamentali sono i dati e le riflessioni sulla saturazione del fabbisogno edilizio e la conseguente istanza di una rivisitazione del Piano Strutturale Comunale (PSC), le cui ipotesi di sviluppo, risalenti al 2003, risultano profondamente superate dalla crisi economica e dall’accresciuta attenzione sociale alla salute del bio-sistema".

Dunque, aggiunge Ancisi, "un no secco ad ulteriori cementificazioni che consumino un territorio già troppo densamente urbanizzato, ma uno sviluppo basato sul riuso, sul rinnovamento e sulla ricucitura dell’edificato, puntando ad accrescerne il profilo ecologico-ambientale. Sacrosanto il superamento della “cintura verde”, concepita trent’anni fa come limite della città, ovunque pesantemente violato, a favore di una nuova “corona verde” che si ponga a difesa non dell’abitato, ma del paesaggio agricolo".

Per Ancisi "pienamente condivisibili sono le richieste di maggiori investimenti sull’Università, di una più adeguata offerta di alloggi per studenti e docenti e l’auspicio di un più stretto rapporto tra università ed imprese. Altrettanto la proposta di mettere al centro di una riqualificazione “verde” del centro storico il recupero e la valorizzazione della sua antica cinta muraria".

"Riguardo alla semplificazione burocratica, sono interessanti e concreti gli appelli per unificare gli sportelli unici delle attività produttive e di quelle edilizie, come pure la richiesta di un’istruttoria in contemporanea dell’autorizzazione unica ambientale e del permesso di costruzione"", chiarisce Ancisi.

"Sacrosanta l’invocazione di una “Carta dei servizi” che tuteli gli utenti degli uffici comunali da ritardi ed ostacoli impropri. Meno stimolanti gli spunti, del resto accennati appena, quasi ad onor di firma, sul trasferimento della stazione ferroviaria e sulla nuova Darsena di città, che restano nel solco delle astratte elaborazioni in cui l’apparato politico di questa città continua ad aggrovigliarsi improduttivamente da troppi anni", prosegue il leader di LpRa.

Pieno appoggio sul “potenziamento delle linee ferroviarie sia per le merci che per i passeggeri, in particolare nei collegamenti con Bologna, sulla messa in sicurezza dell’E45 tra Orte e Ravenna e sulla realizzazione della E55 tra Ravenna e Venezia, anche se, purché si cominci, ci accontenteremmo del collegamento tra Ravenna e la superstrada Porto Garibaldi-Ferrara e da lì con le autostrade che si diramano verso il nord-est".

"Essendo stati eliminati sulla Romea Dir (tangenziale nord della città) gli attraversamenti a raso delle strade provinciali Canalazzo e Sant’Alberto, la proposta di raddoppiarla non si fa, però, preferire ad un tracciato alternativo alla tangenziale sud, assolutamente indifferibile rispetto all’attuale scassatissima Classicana, il quale sia anche in grado di collegare efficacemente, anziché fare da imbuto, l’E45 e l’E55", evidenzia Ancisi.

"La richiesta di un “by pass stradale e ferroviario del Canale Candiano” boccia il ponte devastante, esclusivamente stradale, prospettato dal Comune, suggerendo - come noi sosteniamo da sempre - un progetto più funzionale e meno costoso ed impattante, che comprenda entrambe le tipologie di trasporto e che si ponga - lo diciamo insistentemente - a prevalente servizio del traffico portuale e non del traffico di attraversamento lineare della città, da convogliare ad ovest, sulla direttrice E45/nuova tangenziale sud/E55", sostiene l'esponente di LpRa.

Secondo Ancisi "si tratta di temi talmente importanti da richiedere il coinvolgimento e la partecipazione delle parti sociali, da avviare tramite un dibattito pubblico, per il quale proponiamo una seduta straordinaria del consiglio comunale, con l’intervento di una qualificata rappresentanza della Confindustria ravennate".

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