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Domenica, 26 Maggio 2024
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Guerra in Israele, il fronte comunista attacca il Comune: "Si schierano con gli imperialisti"

La dichiarazione congiunta di Pc, Pap, Prc, Pci: "Ribadiamo la nostra solidarietà al popolo palestinese e alla sua lotta di liberazione"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

L’ideologia liberista, che da qualche decennio permea tutti i gangli della nostra società, persegue tutti i risultati economici e politici a brevissimo termine. Non ha consapevolezza del passato e non ha visione del futuro. Con innegabile coerenza il Consiglio Comunale di Ravenna, nel documento approvato sui fatti di Palestina, si è uniformato a questo modo di pensare. Sono così scomparsi gli ultimi 75 anni di storia del popolo palestinese, una storia fatta di persecuzioni, di aggressione, di autentica pulizia etnica, di razzismo di oppressione e discriminazione, di una vita da molte generazioni confinate entro campi profughi o prigioni a cielo aperto come quella di Gaza.

Il movimento di Hamas è quanto di più lontano si possa immaginare dalla nostra posizione politica, ma ci permettiamo di ricordare alcuni elementi a coloro che siedono a Palazzo Merlato. Quel movimento, nato negli anni ‘80, è l’articolazione palestinese della Fratellanza Musulmana, formazione politica al potere in Turchia, stato membro della NATO, e in Qatar dal quale acquistiamo ingenti quantità di gas  e al quale vendiamo importanti aliquote di naviglio militare. Durante l’aggressione alla Siria, dal 2011 fino a pochi anni fa, Hamas appoggiava i ribelli anti governativi sostenuti dalle potenze occidentali. Il suddetto movimento, nel 2006, ha ottenuto la maggioranza assoluta all’assemblea legislativa palestinese e  negli organi amministrativi di Gaza, Nablus e altre città. Poi il gruppo di Abu Mazen non ha indetto altre elezioni, probabilmente nel timore di perderle.

Quindi chiedersi chi rappresenti realmente Hamas è una domanda oziosa, è sempre difficile valutare quale sia il consenso di una parte politica in una società, ma certamente Hamas è una parte significativa della propria società. Del resto chi ci governa continua imperterrito a rifornire di armi il regime para-fascista di Kiev nonostante tutti i sondaggi rilevino la contrarietà della maggioranza del popolo italiano. Dal consiglio comunale di Ravenna ci saremmo attesi altre considerazioni.

Parlando dell’attacco compiuto dal gruppo fondamentalista Hamas, il segretario generale dell’ONU ha definito “ingiustificabili” le violenze indiscriminate compiute il 7 ottobre, sottolineando però come sia “importante riconoscere che gli attacchi di Hamas non sono avvenuti nel vuoto: il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione. Hanno visto la loro terra costantemente divorata dagli insediamenti e piegata dalla violenza, la loro economia soffocata, la loro gente sfollata e le loro case demolite. Le loro speranze per una soluzione politica alla loro situazione sono svanite. Nessuna parte in conflitto è al di sopra del diritto internazionale umanitario", ha affermato Guterres chiedendo un "cessate il fuoco umanitario immediato" per alleviare "sofferenze epiche, rendere la consegna degli aiuti più facile e sicura e facilitare il rilascio degli ostaggi".

“Siamo profondamente turbati mentre assistiamo ai lunghi decenni di spargimento di sangue da entrambe le parti del conflitto. Se vogliamo davvero trovare una soluzione vera e una pace duratura, dobbiamo affrontare la causa del problema alla radice, ovvero l’occupazione criminale in corso della Palestina. Preghiamo per una fine pacifica e totale dell’intera occupazione e poi potremo assistere ancora una volta alla bella pace che c’era una volta. Questo sarà a favore del popolo palestinese oppresso e porterà sicurezza e tranquillità al popolo ebraico…”, queste le parole del rabbino Feldman.

Negli ultimi 17 giorni sono morti almeno 5800 palestinesi di cui 2360 bambini, e il numero delle vittime aumenta di ora in ora. Non una parola su questo nel documento promosso in Consiglio comunale dalle "belle anime" della finta “sinistra”. Il consiglio comunale di Ravenna, come il governo italiano, ha preferito ignorare le parole del Segretario Generale dell’ONU e quelle di autorevoli personalità religiose ebraiche per sdraiarsi, come sempre, sulle direttive atlantiste della NATO e dell’Unione Europea. Noi invece ribadiamo la nostra solidarietà al popolo palestinese e alla sua lotta di liberazione, senza se e senza ma. Quello che i palestinesi rivendicano è niente di più di quanto è sancito dalle convenzioni internazionali: il diritto di ogni popolo sottoposto a dominazione straniera a poter autodeterminare il proprio destino.

Partito Comunista fed. di Ravenna, Partito della Rifondazione comunista fed. di Ravenna, Potere al Popolo Ravenna, Partito Comunista Italiano fed. Ravenna

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