Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

"Hera dei bimbi": l'asilo passa al comune, aumentano i posti pubblici

Il consiglio comunale ha approvato l’esternalizzazione del nido d’infanzia di via Pomposa 25 e la spesa per il periodo 1 settembre 2017 – 31 agosto 2021

Nella seduta di martedì il consiglio comunale ha approvato l’esternalizzazione del nido d’infanzia di via Pomposa 25 e la spesa per il periodo 1 settembre 2017 – 31 agosto 2021. La delibera è stata approvata con 19 voti favorevoli (gruppi di maggioranza), 9 astenuti (gruppo Alberghini, CambieRà, Forza Italia, i consiglieri Samantha Gardin e Gianfilippo Nicola Rolando di Lega nord, Lista per Ravenna, Ravenna in Comune) e 2 contrari (i consiglieri Rosanna Biondi e Learco Vittorio Tavoni di Lega nord).

Relatrice l’assessora alla Pubblica istruzione e Infanzia, Ouidad Bakkali, che ha tracciato una breve storia del servizio e dell’immobile, di proprietà comunale, ristrutturato nel 2009 e quindi concesso in uso ad Hera spa, capofila di altre imprese operanti sul territorio comunale e aderenti al progetto per la gestione di un nido d’infanzia aziendale denominato "L'Hera dei bimbi" per bambini da 0 a 3 anni, attraverso la sottoscrizione di una convenzione in scadenza al 31 agosto 2017. Conclusa l’esperienza con Hera, l’amministrazione ha deciso di convertire la gestione in gestione esternalizzata, aumentando i posti pubblici negli asili nido di 19 unità, perché c’erano già 25 posti convenzionati (i posti totali saranno 44). Quel patrimonio di servizi viene quindi mantenuto e ampliato, con un maggiore investimento del Comune, per una spesa complessiva di 1.241.301,60 euro.

Ai bambini iscritti e frequentanti privatamente o con posto aziendale alla data del 23 marzo 2017 sarà assicurata la continuità nel servizio educativo attraverso l’accoglimento, in via eccezionale, della richiesta di trasferimento dal posto privato al posto comunale. L’assessora Bakkali ha inoltre rassicurato sulla flessibilità degli orari del servizio educativo qualora emergessero esigenze da parte delle famiglie e con la possibilità di aperture estive o durante i periodi festivi natalizi e pasquali.

Il gruppo Ravenna in Comune, pur manifestando di "apprezzare lo sforzo compiuto dall’amministrazione per mantenere e incrementare il servizio", ha espresso perplessità sui costi maggiori e preoccupazioni per quanto riguarda le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali, ritenendo "opportuna una riflessione sulle gare e sulla gestione diretta superiore".

Il gruppo CambieRà ha ritenuto "positivo l’aumento dei posti", ma ha avanzato dubbi sulle "possibilità di mantenere la precedente flessibilità degli orari", dichiarando poi di "condividere con il gruppo Ravenna in Comune l’opportunità di una riflessione sui costi del servizio gestito internamente piuttosto che affidandosi all’esterno".

Il gruppo PD ha manifestato il proprio apprezzamento all’operato dell’assessora considerando "ottimo l’investimento effettuato con l’incremento dei posti nido e la valorizzazione di una struttura che altrimenti sarebbe rimasta inutilizzata".

Il gruppo Sinistra per Ravenna ha effettuato una positiva valutazione di quanto attuato "ritenendo valida l’attenzione mostrata nei confronti dell’infanzia e della scuola pubblica".

Il gruppo Articolo 1 – Movimento democratico e progressista si è dichiarato favorevole "lodando l’impegno che l’assessora Bakkali ha profuso nella gestione della situazione".

Il gruppo Lista per Ravenna ha espresso parere positivo "al mantenimento e al potenziamento del servizio", prendendo comunque atto che "si estende l’appalto del servizio del Comune a delle cooperative" mentre ritiene che "le scuole comunali debbano essere gestite direttamente dal Comune".

Il gruppo Ama Ravenna, nel "manifestare il proprio apprezzamento verso gli asili aziendali e il disappunto per la decisione di Hera", ha considerato "lungimirante l’azione dell’amministrazione e auspicato ogni iniziativa in grado di agevolare le lavoratrici donne".

Il gruppo Pri, rappresentando di non essere contrario a "tenere aperte le prospettive dei privati", ha comunque evidenziato di "considerare un dovere del pubblico quello di sostenere i servizi e il lavoro anche se le attuali condizioni sono difficili".

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