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Hub portuale, Futura: "Bene la nuova pineta, ma per ridurre CO2 sarà fondamentale il centro di stoccaggio"

La lista civica: "Riteniamo fondamentale la riforestazione dal punto di vista paesaggistico, ambientale, turistico e di vivibilità del territorio, ma questa non è sufficiente come soluzione per una riduzione rilevante della CO2 in atmosfera"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Apprendiamo della volontà di inserire nel PNRR un progetto, da poco meno di dieci milioni di euro, dedicato alla riforestazione attorno all’Hub Portuale, che porterebbe ad alberare una vasta porzione di territorio fra Marina di Ravenna, Punta Marina e la Classicana oltre a creare una cintura verde attorno al Candiano. Si parla di più di 100.000 piante per una superficie complessiva di più di 1.300.000 di metri quadrati, che a regime dovrebbe assorbire circa 60.000 tonnellate di CO2.

Sempre in ottica di abbattimento della CO2, l’investimento di Eni, che vorrebbe far diventare Ravenna l’Hub europeo di cattura e stoccaggio della CO2, ipotizza di catturare dai 300 milioni ai 500 milioni di tonnellate di CO2 a ritmi che varieranno dai 7 ai 50 milioni all’anno. E’ facile constatare che per assorbire 300 milioni di tonnellate di CO2 alla “foresta” ipotizzata, servirebbero 5.000 anni.

Questo non deve assolutamente sminuire il progetto della nuova pineta, che riteniamo fondamentale dal punto di vista paesaggistico, ambientale, turistico e di vivibilità del nostro territorio, ma solo per ricordare che questa non è sufficiente come soluzione per una riduzione rilevante della CO2 in atmosfera. Il progresso e l’innovazione tecnologica e scientifica sono indispensabili per la transizione energetica e per raggiungere la piena sostenibilità ambientale utilizzando in modo pragmatico tutte le carte che abbiamo in mano. Per questo riteniamo di fondamentale importanza proseguire con la realizzazione dei progetti pilota di Eni sul CCS e sul CCU, nella speranza che ricerca e sperimentazione rendano questa tecnologia sempre più vantaggiosa in termini economici ed ambientali.

La cattura della CO2 e soprattutto il suo riutilizzo per produrre nuovo combustibile come l’idrogeno, affiancata ai nuovi potenziali investimenti avviati (il campo fotovoltaico alla Ex Sarom candidato sempre dall’Autorità Portuale e il parco eolico promosso da Qint'x e Saipem) possono contribuire a rendere il Porto di Ravenna un cluster industriale, a bassa emissione di CO2, all’avanguardia e da esempio in tutto il mondo.

Lista civica FutuRa

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