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"I manifesti pro-vita sono legittimi": il caso arriva in Consiglio comunale

Il capogruppo di Ravenna in Comune Massimo Manzoli ha presentato un question time per chiederne la rimozione: sul fronte opposto si schiera Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna

I manifesti anti-aborto comparsi nei giorni scorsi nel ravennate per pubblicizzare la campagna di sensibilizzazione anti-aborto promossa dalla onlus "Pro Vita" (e sostenuta dalle associazioni "Pro Life" della provincia) continuano a far discutere, dopo che il capogruppo di Ravenna in Comune Massimo Manzoli ha presentato un question time per chiederne la rimozione. Sul fronte opposto si schiera Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna: "I manifesti esposti dal circolo culturale ravennate sono stati consegnati a Ravenna Entrate il 18 aprile dopo che la società stessa, per conto dell’amministrazione comunale, ne aveva autorizzato dietro pagamento del dovuto corrispettivo l’affissione, provvedendovi poi col proprio personale", spiega il consigliere d'opposizione, per il quale "non si tratta di una condanna delle donne, nè di una negazione del loro “diritto di scegliere”, bensì di un’offerta di aiuto a quante si trovano in difficoltà davanti a una scelta difficile e delicata".

"Stupisce, al riguardo, che quanti sono investititi delle massime responsabilità nell’amministrazione pubblica locale non sappiano neppure che rimuovere quei manifesti, oltrechè causare illegittimamente un danno civile non lieve a chi li ha prodotti e utilizzati, vuol dire commettere il reato di abuso d’ufficio, per violazione dell’articolo 18, comma 3, del regolamento comunale per le affissioni, il quale rimanda al Codice di Autodisciplina Pubblicitaria - aggiunge Ancisi - Nei casi dubbi, il messaggio pubblicitario deve essere sottoposto, prima della pubblicazione, al giudizio del Comitato di Controllo dell’Istituto nazionale di Autodisciplina Pubblicitaria (Iap). Il Comune ha avuto un mese di tempo dalla presentazione della domanda per chiedere questo pronunciamento, che viene rilasciato molto rapidamente. Si può dunque pretendere o anche solo valutare di “strappare” d’autorità i manifesti dalle loro plance solo se sprovveduti o in malafede".

Diversi sono stati i manifesti strappati nei giorni scorsi, come quelli affissi in via Faentina, via Zalamella e via Santi Baldini (oltre all'imbrattamento di un camion-vela), cosa che "ha provocato la denuncia contro ignoti del circolo committente" conclude il consigliere, che chiede al sindaco in un question time "se esclude che si possano rimuovere d’autorità i manifesti in oggetto; se riconosce onestamente, senza entrare nel merito, che la loro affissione corrisponde al diritto di libera manifestazione di ogni pensiero, riconosciuto dalla Costituzione; se sente il dovere di condannarne lo strappo squadristico; se considera doveroso disporre invece che ogni abusiva affissione o apposizione di stampati o di scritte, di qualsiasi contenuto ed eventuale ideologia politica, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, debba essere rimossa, commissionandone il censimento e l’operatività alla Polizia municipale".

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