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Sabato, 21 Maggio 2022
Politica

I Repubblicani "bacchettano" Fusignani, Gambi: "Sosterremo ogni candidato sotto il simbolo dell'Edera"

Anche alla minoranza del Partito Repubblicano Italiano ravennate, guidata da Paolo Gambi, non sono piaciute le lamentele del vicesindaco che sono arrivate fino alla segreteria nazionale del partito a Roma

Anche alla minoranza del Partito Repubblicano Italiano ravennate, guidata da Paolo Gambi, non sono piaciute le lamentele del vicesindaco Eugenio Fusignani che sono arrivate fino alla segreteria nazionale del partito a Roma. Da giorni, infatti, è in atto all'interno del Pri di Ravenna una discussione sulle modalità tramite quali la direzione nazionale del Pri ha deciso di presentarsi alle prossime elezioni politiche del 4 marzo.

Fusignani, segretario provinciale del Pri, dopo l'alleanza stretta dal partito con l'Ala di Denis Verdini ha pubblicato un post su Facebook che ha destato molto scalpore: "Il Pri appartiene ai Repubblicani, soprattutto a quelli che riescono ancora a rappresentarne gli ideali, facendoli camminare tra la gente ed eleggendo rappresentanze istituzionali. E allora giù le mani dal simbolo dell'Edera. La Federazione Pri di Ravenna è pronta a costituirsi parte lesa e a portare in tutte le opportune sedi giudiziarie quanti, in nome di accordi politici ancorché insostenibili sotto qualsiasi aspetto, politico, tattico e morale, consegnino simbolo e partito a chicchessia, tanto più se estraneo o appartenente ad altro gruppo politico". Il vicesindaco ha però subito ricevuto una "bacchettata" da Corrado De Rinaldis Saponaro, segretario nazionale del partito, che ha spiegato come il Pri "non sarà indulgente con chiunque, in modo surrettizio, tenta di frenare tale azione politica per propri interessi personali", chiedendo a tutti di rispettare il documento approvato a dicembre scorso durante il congresso nazionale.

"Anche noi intendiamo dire la nostra in merito - spiega Paolo Gambi, membro del direttivo nazionale ma facente parte della minoranza repubblicana a Ravenna - Il Pri ravennate ha sempre rappresentato un ruolo chiave per il partito nazionale: anche oggi noi vogliamo guardare con generosità ai problemi elettorali da un punto di vista nazionale, e non da una stretta ottica locale. Negli ultimi due mesi abbiamo avuto una fase congressuale molto concitata, firmata e sottoscritta da tutto il partito, il cui obiettivo più importante che ci eravamo prefissati - e che abbiamo raggiunto - era quello di ritrovare un posto per i Repubblicani nella coscienza dei cittadini, piuttosto che trovare un posto in Parlamento: questo per poter tornare a discutere liberamente e da protagonisti dei problemi del Paese. Ci sono alcune emergenze: l'Europa, che va cambiata ma per la quale bisogna battersi, ad esempio abbattendo il debito pubblico attraverso un piano di investimenti; la lotta alla povertà, avendo in Italia 4 milioni di poveri e 11 milioni di disoccupati. L'unico modo per ottenere questo risultato è quello di riportare il simbolo del Pri, cioè l'edera, sulle schede elettorali, e alla fine abbiamo ottenuto proprio questo. Altre soluzioni, come essere ospiti di liste altrui, rappresentano la storia del Pri degli ultimi 20 anni: ciò non ha prodotto alcun rinvigorimento del partito, perchè l'unico modo è tornare a chiedere direttamente il consenso agli elettori".

Martedì sera i membri della minoranza del Pri, tra i quali lo stesso Gambi, Luisa Babini, Silvia Biagioni, Fabio Bocchini e Paolo Fiammenghi saranno presenti alla riunione della direzione comunale e provinciale del partito, dove presenteranno un ordine del giorno: "Con questo atto chiederemo che il Pri di Ravenna si impegni, come deve fare, a sostenere le liste e i candidati che andranno sotto il simbolo dell'Edera, per la prima volta dal 1996 presente in tutta Italia - continua Gambi - Il dissenso è legittimo, ma crediamo che non sia opportuno sollevare problemi di questa natura. Non capisco: come mai va bene che Verdini abbia tenuto il governo della Repubblica senza che nessuno dicesse nulla e poi, quando questo avviene senza contropartite e col simbolo dell'edera, che è ovviamente gracile, affinchè si possa essere presenti sulle schede elettorali senza raccogliere le firme improvvisamente saltano fuori questi problemi?".

Il comitato regionale sta raccogliendo candidature per le elezioni da tutta la Regione: "Noi siamo tutti disponibili a entrare in lista - spiega Gambi parlando anche per i colleghi Babini, Biagioni, Bocchini e Fiammenghi - ma sarebbe bello che anche i due segretari (Eugenio Fusignani e Stefano Ravaglia, ndr) si candidassero nelle liste del Pri". E se l'ordine del giorno che verrà presentato martedì sera non dovesse essere approvato? Si creerebbe un'ulteriore spaccatura? "Noi proseguiremo per la nostra strada - chiosa Gambi - ma auspichiamo che venga fatto prevalere il buon senso".

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