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Il blocco al progetto CO2 preoccupa Italia Viva, Azione e +Europa: "Manca una strategia energetica nazionale"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Siamo preoccupati per il blocco al progetto di Captazione CO2 a Ravenna, blocco deciso ieri in Senato da LEU e 5 Stelle, con l’astensione del Partito Democratico. Il declino dell’area offshore Ravenna è contrastato a parole da tutti i partiti ma è poi portato avanti nei fatti da decisioni come questa espressa in parlamento al momento del voto. Il progetto di cattura CO2 era stato annunciato dai 5 Stelle e benedetto dal PD solo due anni fa, per poi essere smentito nei fatti al momento di iniziare i lavori. Questa scelta di alternare decisioni contradditorie è inaccettabile per chi dovrebbe pianificare una strategia nazionale e motivo di sfiducia da parte degli investitori che potrebbero essere interessati al nostro Paese.

A parole tutti sono d’accordo nel contrastare l’aumento della CO2 sul pianeta, ma nei fatti la maggioranza parlamentare si trova d’accordo, ad esempio nel rifinanziare il reddito di cittadinanza e i contratti per i navigator in centri per l’impiego che non funzionano, ma sugli investimenti in infrastrutture ecco le stesse critiche sui costi/benefici e le stesse titubanze e dubbi che abbiamo sentito al tempo della Tav e che sono state espresse dal programma PITESAI in merito alla produzione di Gas in adriatico e che ancora sentiremo quando sarà il momento di installare centrali eoliche o centrali fotovoltaiche sul territorio. Siamo preoccupati per il futuro energetico del Paese, oltre che per il declino dell’area di Ravenna e pensiamo sia necessario che i partiti di maggioranza facciano chiarezza sulle scelte strategiche in campo energetico per gli anni a venire.

In un momento storico in cui i costi dell’energia gravano pesantemente sulle disponibilità dei cittadini e delle imprese, e la crisi occupazionale induce tantissimi giovani ad emigrare all’estero, è necessario che la maggioranza parlamentare esprima con chiarezza quali sono i programmi futuri per l’approvvigionamento energetico nazionale in un’ottica realistica, veloce e credibile di transizione digitale. La mancanza di una strategia energetica nazionale blocca qualsiasi lavoro di sviluppo e ricerca petrolifera nel nostro mare e regala gas da produrre alla Croazia, ci obbliga a tenere accese le centrali a carbone in Italia e ci costringe ad importare sempre più Gas dalla Russia invece di far ripartire le estrazioni nazionali almeno fino a quando saranno necessarie per il raggiungimento degli obiettivi della transizione climatica ed ecologica.

Roberto Fagnani (Italia Viva), Filippo Govoni (Azione) e Nevio Salimbeni (+Europa)

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