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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Politica

Il dibattito del Pd sul bilancio di previsione del Comune

Continuano, in tutti i circoli di Ravenna del Pd gli incontri e le assemblee sul bilancio preventivo del Comune, l'atto più importante che il consiglio è chiamato a votare

Continuano, in tutti i circoli di Ravenna del Pd gli incontri e le assemblee sul bilancio preventivo del Comune, l'atto più importante che il consiglio è chiamato a votare. “Attraverso il bilancio - ricorda il capogruppo consiliare del Pd a Palazzo Merlato, Matteo Cavicchioli -  l'amministrazione definisce priorità, strategie e mette in pratica la propria politica. Veniamo da anni in cui il Governo sbandierava un fantomatico federalismo fiscale, e nella realtà smentiva puntualmente se stesso, tagliando indiscriminatamente sugli enti locali. Anche quello di quest'anno sarà un bilancio particolarmente difficile e che imporrà alla politica di fare delle scelte. Da parte nostra il punto di partenza per ogni ragionamento è essenzialmente uno: mantenere i servizi e mantenerli a un livello alto”.

 “Uno studio del Sole24 ore di qualche mese fa - continua Cavicchioli - assegnava a Ravenna uno fra i primi posti in Italia per la qualità della vita. Naturalmente queste classifiche non sono la Bibbia e vanno interpretate, ma di certo si è trattato di un riconoscimento di cui andare orgogliosi e che ha proprio nella qualità dei servizi la sua prima ragione d'essere. Attualmente il Comune impegna più della metà della spesa nei settori della sicurezza, nell'istruzione, nei servizi per l'infanzia, nella cultura, nell'assistenza e nel sociale in generale. Davanti a un bilancio come quello che presenteremo nei prossimi giorni, la tentazione di tagliare o anche solo ridimensionare qualcosa sarebbe stata comprensibile, e forse naturale, ma con coraggio come gruppo Pd riteniamo sia sbagliato toccare quelle voci di spesa. E non abbandoneremo progetti ambiziosi e importanti come la candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura per il 2019. Il segnale politico che sta dietro a queste scelte è forte: in momento di crisi come questo il Comune deve fare la propria parte, sapendo che mantenere la coesione sociale fra i propri cittadini è un elemento prioritario per un'amministrazione di centrosinistra. Se i servizi funzionano, se la città resta unita, affrontare i problemi di questo difficile momento della nostra economia, sarà forse più facile”.

 “L'altra importante concetto che abbiamo voluto tenere al centro di qualsiasi ragionamento in tema di bilancio è 'equità' - prosegue Cavicchioli -. Equo deve essere il modo in cui il Comune di Ravenna chiederà ai ravennati di partecipare al mantenimento  di quegli importanti servizi di cui stiamo parlando. Abbiamo chiesto di non gravare direttamente e indiscriminatamente sui redditi dei nostri concittadini e per questo abbiamo escluso qualsiasi intervento sull'IRPEF, orientandoci invece sulla tassazione dei beni immobili (l'azione sull'IMU può essere letta come una piccola patrimoniale). Si tratta naturalmente di una scelta non indolore, per quello che ci riguarda sofferta, ma applicare il principio secondo cui 'chi ha di più, contribuisce di più' è di sicuro il modo più conseguente a quella volontà di equità che ci eravamo preliminarmente imposti”.

 “In accordo con gli altri Comuni della costa, per quest'anno, vogliamo escludere anche l'ipotesi di una tassa di soggiorno. Al di là delle stime incerte sul gettito che potrebbe portare alle casse comunali, scegliere di non colpire il settore turistico significa non toccare uno fra i settori trainanti della nostra economia. Il sistema turistico più importante d'Italia, la Romagna, non può avere la tassa solo a Ravenna - prosegue l'esponente del Pd -. Parlando di risparmi - conclude il capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale - nella spesa pubblica, l'amministrazione comunale ha iniziato nel 2006 un percorso virtuoso, che ha già portato risultati in termini di riduzione delle uscite.


"Purtroppo però ci sono stati eventi straordinari, come la grande nevicata, che incideranno per oltre 2,5 milioni di euro su un saldo già pesante. Come maggioranza abbiamo chiesto, in sintonia con quanto farà l'Anci, di poter escludere dai conteggi del patto di stabilità le spese per il piano neve. Crediamo che il governo Monti, oltre alle cose già fatte e da noi sostenute, debba considerare la possibilità di un allentamento del patto di stabilità per i Comuni virtuosi. Il rigore senza crescita non darà la possibilità di fare gli investimenti necessari al territorio, di pagare le aziende che hanno crediti con i comuni e tra un po' di tempo le difficoltà si aggraverebbero ulteriormente - conclude -. La nostra bussola sarà, oggi e per il futuro, coniugare le buone pratiche di gestione dei conti e il mantenimento dei servizi, nell'interesse esclusivo dei cittadini di Ravenna. Non faremo alcun passo indietro sui diritti, ma dovremo fare tutti insieme un piccolo passo in avanti, necessario, sui doveri”.

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