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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Ancisi (LpR): "Il lascito artistico di Burri a Ravenna, dalla stalla alle stelle"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Risale al 12 marzo scorso il centenario dalla nascita di Alberto Burri, uno dei più grandi artisti internazionali del secolo scorso, celebrata anche con una grande mostra retrospettiva al Guggenheim Museum di New York.  Ravenna, che ne ospita presso il Pala De Andrè una prestigiosa scultura teatro monumentale commissionatagli  da Raul Gardini, se ne è ricordata solo venerdì scorso, per merito di un incontro organizzato dall’Accademia di Belle Arti durante il quale è stato anticipato un ampio e qualificato programma di valorizzazione dell’opera, che proseguirà nel 2016. Realizzata nel 1991 e denominata “Grande Ferro R”, donata al Comune, insieme all’intero Pala De André, la scultura appare come due mani aperte verso i lidi ravennati, quasi la carena di una nave rovesciata, a simboleggiare una Ravenna marittima punto di incontro fra civiltà diverse.

Ma già nel settembre 2014 Lista per Ravenna, attraverso un’interrogazione al sindaco del consigliere comunale Nicola Grandi, ne segnalò le condizioni di degrado, soprattutto per lo stato critico della verniciatura, che presentava diverse aree arrugginite e punti incredibilmente ripresi con pennellate di colore diverso, lamentando anche come, in occasione di eventi, l’area intorno fosse utilizzata come un parcheggio qualunque di automobili e non fosse infrequente riscontrare scritte o adesivi apposti sulla struttura da vandali. Grandi chiese perciò al sindaco ragione del perché un'opera di così grande valore si trovasse in quello stato e se intendesse intervenire per riportarla all’originale splendore, predisponendo al contempo un piano di verifica e manutenzione che ne consentisse un’adeguata valorizzazione. 

Oggi il sindaco ha ringraziato con grande fervore la società che gestisce il Pala De André, per  avere effettuato “la riverniciatura  e l l'illuminazione” dell’opera, in sostanza l'attività di ripristino chiesta da Grandi, dimenticando però che la società stessa non è stata senza responsabilità, insieme all’amministrazione comunale, per lo scadimento in cui la scultura era stata abbandonata. Il programma di valorizzazione del “Grande Ferro R”, con una mostra di bozzetti e una serie di rappresentazioni, secondo Matteucci è stato, inoltre, “pensato da tempo”, come se il suo assessore allo sport, Guerrieri, rispondendo in consiglio comunale all’interrogazione di Grandi, non avesse affermato che l'opera non era poi così degradata e che comunque non c'erano risorse per la cultura.

A Lista per Ravenna interessano i risultati del proprio lavoro, in questo caso anche superiori all’aspettativa, più che i riconoscimenti. Ma un minimo di onestà intellettuale avrebbe dovuto consigliare al sindaco di esprimere due parole di considerazione verso l’amministratore comunale che, inizialmente ascoltato con sufficienza, aveva richiamato il dovere che la città di Ravenna si ricordasse degnamente del prezioso lascito artistico ricevuto da quel grande artista che si chiama Alberto Burri e da quel grande concittadino che si chiama Raul Gardini.

Alvaro Ancisi, capogruppo Lista per Ravenna 
 

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