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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

Il Mar senza la grande mostra annuale, "Mancanza di capacità organizzativa"

Samantha Tardi, del Movimento Civico CambieRà, esprime "sconcerto e sconforto" nell'apprendere che le grandi mostre al Mar avranno cadenza biennale, in alternanza alla biennale del mosaico contemporaneo

"Lasciare un museo senza la grande mostra annuale è una bestemmia inaudita, che dimostra la totale mancanza di capacità organizzativa nella predisposizione degli investimenti e la mancanza di lungimiranza, nonché di obiettivi". Samantha Tardi, del Movimento Civico CambieRà, esprime "sconcerto e sconforto" nell’apprendere che le grandi mostre al Mar avranno cadenza biennale, in alternanza alla biennale del mosaico contemporaneo. L'esponente del movimento civico cita l'esempio di Forlì, con l'allestimento delle mostre fotografiche al San Domenico: si tratta di esposizioni "di altissimo livello e soprattutto amate da tutti, non solo da nicchie di persone (da Steve McCurry, il quale da settembre 2015 a gennaio 2016 ha chiuso con il record di 75mila presenze in 3 mesi, a Salgado che ha occupato questi ultimi 3 mesi superando le 50mila presenze, per poi proseguire il 2017 con un altro grande della fotografia, Elliott Erwitt)". "Noi a Ravenna ben pensiamo che sia il caso di attendere il 2018 per proporre qualcosa di realmente attraente, con buona pace sia dei lavoratori all’interno del Mar stesso -  che con ottime probabilità si porteranno le carte da briscola da casa -  che dei gestori del bar all’interno dello stesso museo, i quali dovranno stringere i denti per arrivare al prossimo anno trascorrendo le giornate a fare caffè proprio, e solamente, per i giocatori di briscola - aggiunge -. Parlare di turismo e di eventi nel vero senso della parola con questi presupposti e con questa mentalità è un po’ come sparare sulla croce rossa".

"Lasciare un museo senza la grande mostra annuale è una bestemmia inaudita che dimostra la totale mancanza di capacità organizzativa nella predisposizione degli investimenti e la mancanza di lungimiranza, nonché di obiettivi - attacca Tardi -. Non avere obiettivi chiari sul futuro di Ravenna a livello turistico porta inevitabilmente a cadere in decisioni estemporanee prese senza alcuna valutazione razionale ex-ante dell’efficacia e dell’efficienza di quanto si vuole mettere in atto. Ci si ritroverà nei prossimi 4 anni a partecipare (e a proporre agli ospiti) piccoli eventi qua e là distaccati tra loro e con qualche dato statistico ricavato ex -post per mettere a tacere i soliti criticoni dell’opposizione,  ma non ci siamo.  Un esempio su tutti lo è l’insieme delle manifestazioni natalizie in centro, costate oltre 100mila euro al Comune nel complessivo, ma totalmente disunite e senza logica collegante tra loro, e per le quali proprio oggi si parla, anche con una certa sproporzionata soddisfazione, di un +2,72% di turisti nel mese di dicembre 2016 rispetto all’anno scorso ed un +4,20% di presenze, senza però avere alcuna certezza oggettiva che tale aumento sia stato determinato dall’azione natalizia, anziché da decisioni già prese dagli ospiti villeggianti sulla meta delle loro vacanze, al di là di ciò che vi sarebbe stato in Piazza del Popolo e circondario (ricordiamo anche che a Natale, a pochi chilometri da Ravenna, avevamo uno degli eventi più grandi d’Italia, ovvero il Mi.Ma On Ice)".

"In un momento storico e sociale come quello attuale, dove i climi internazionali sono tesi e le preoccupazioni turistiche riguardo ai numerosi attentati terroristici portano a rimanere in terra nazionale; dove le città italiane di interesse storico ed artistico nel 2015  hanno rappresentato il 52% degli arrivi  internazionali (fonte ENIT) la nostra bella Ravenna, capitale dell’impero Bizantino, e letto di ben 8 siti Unesco, non è in grado di organizzare con una certa logica gli eventi principali in città e soprattutto la mostra madre al Mar - conclude -. Auspichiamo di riuscire ed esprimere le nostre più approfondite opinioni durante la prossima Commissione Turismo e durante il prossimo Open Turismo del 15 febbraio.  Al momento, non ci rimane che augurare buona fortuna agli stakeholder per il futuro della loro salute imprenditoriale: crediamo fortemente che ne avranno bisogno". 
 

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