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Ancisi (LpRa): "Il ponte "immobile" ora anche insabbiato"

" A questo punto, c'è solo da augurarsi che Di Marco abbia mantenuto almeno la parola di aver denunciato legalmente l'eventuale malaffare e che sia la magistratura ad evitare che vada "in porto" il tentativo di insabbiare anche questa ennesima disavventura del disgraziato canale Candiano"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Dal 1° gennaio il ponte portuale sul Candiano, immobile pur se costato, tutto compreso, quasi 12 milioni di euro, è tornato a nuova vita. Potrà rispondere, fino ad un massimo di 20 volte l'anno, all'"Apriti Sesamo" di Galliano Di Marco, presidente dell'Autorità portuale, avendolo egli affidato, per 300 mila euro l'anno su per giù, alle cure di Azimut. Come possa aver partecipato alla gara d'appalto e riuscire poi nella straordinaria impresa una società costituita dal Comune per gestire i propri servizi cimiteriali, di giardinaggio e pochi altri, è presto detto. Il presidente di Azimut, alto dirigente della CMC, ha presentato allo scopo le credenziali della CMC stessa, in quanto parte del consorzio cooperativo che detiene la minoranza di Azimut. Cosicché, di fatto, il ponte torna nelle mani di chi lo aveva costruito e poi gestito per i primi due anni. Aspetto di sapere, al riguardo, se l'Autorità Anticorruzione del presidente Cantone, a cui ho indirizzato un esposto l'8 luglio scorso, è stata costituita perché tutto cambi in Italia senza che cambi niente.

Ma sono passati tre mesi e mezzo dall'ultimo tragico mancato sollevamento del ponte senza che Di Marco abbia fatto conoscere ai ravennati, come solennemente promesso, di chi è stata la colpa e se è stato chiamato a pagare gli altissimi danni materiali e d'immagine procurati. Aveva cominciato col dire che "la più probabile" era "la responsabilità della Ditta Nordelettrica", alla quale si era affidato per l'occasione, senza escludere di perseguire eventuali mancanze interne all'Autorità portuale; ma poi aveva ripiegato su chi lo aveva indotto a ritardare l'affidamento del ponte ad Azimut col suo ricorso (dunque non così peregrino) all'Anticorruzione: cioè il sottoscritto, peraltro minacciato di varie querele, da lui e da altri. Infine, è entrato in scena il "sabotatore", reo di essersi introdotto di soppiatto nella sala di comando del ponte per chiudere le due maniglie che lo avevano bloccato. Si è pensato al sottoscritto quando Di Marco ha annunciato di aver dato mandato ai suoi legali di denunciare il sabotaggio. Questione di giorni per scoprirlo, avendo egli dichiarato che erano state cambiate "le password di accesso al gabbiotto e in questi mesi è stata in funzione la telecamera posta nell'area recintata". Bastava rispondere alla mia richiesta: fornire gli elenchi di quanti possedevano queste password, nonché di quali e quanti "nulla osta di sicurezza/segretezza" fossero stati assegnati agli aventi accesso alle aree operative del ponte, e le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza. Sto ancora ansiosamente aspettando di esserne scagionato, dopo che Di Marco si era invece affrettato a scagionare totalmente la Nordelettrica, scusandosi.

SABOTATA LA VERITÁ

Va detto che Nordelettrica è stata la ditta subappaltatrice della CMC per gli interventi elettromeccanici nella costruzione del ponte mobile e nella connessa manutenzione/gestione del manufatto per i primi due anni, incaricata poi dall'Autorità Portuale di vari successivi interventi di riparazione del ponte, l'ultimo dei quali nel luglio scorso. In quanto tale, essa ha dotato il ponte di avanzatissimi quadri di controllo a PLC, capaci di offrire l'intera supervisione del sistema sia dalla sala controllo adiacente il ponte, sia dagli uffici dell'Autorità portuale, segnalando immediatamente al video qualsiasi guasto/malfunzionamento, con scritte tipo "valvole chiuse" o "sollevamento delle rampe impossibile", da cui in seguito imputare l'errore umano o il sabotaggio. Ma sembra che neanche questo abbia funzionato. Di Marco, però, non ha mai detto di avere formalmente affidato, il 24 settembre, alla Nordelettrica "l'intervento di assistenza alle operazioni di movimentazione del ponte mobile…il prossimo 28 settembre", dopo che la ditta aveva assicurato, al costo di 580 euro, IVA esente, la disponibilità di un "elettrico specializzato" e di un "programmatore software", nelle due ore (10.00/11.00 e 15.00/16.00) di apertura e chiusura. A questo punto, c'è solo da augurarsi che Di Marco abbia mantenuto almeno la parola di aver denunciato legalmente l'eventuale malaffare e che sia la magistratura ad evitare che vada "in porto" il tentativo di insabbiare anche questa ennesima disavventura del disgraziato canale Candiano: che vuole poi dire - per adeguare la metafora al Progettone incessantemente esaltato dal presidente dell'Autorità portuale - infangare anche il ponte mobile".

Alvaro Ancisi

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