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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Politica

Il Pri riparte dopo la debacle del 4 marzo: "Nessuna sospensione dal partito"

Eugenio Fusignani. La Direzione, "giudicando molto deludente" il risultato ottenuto dalle liste Pri-Ala il 4 marzo scorso, chiede "un’assunzione di responsabilità da parte del segretario nazionale del Pri", chiedendogli di presentarsi dimissionario al prossimo consiglio nazionale del 14 aprile

Venerdì si è riunita la direzione della Federazione Provinciale del Pri di Ravenna alla presenza del segretario provinciale, Eugenio Fusignani. La Direzione, "giudicando molto deludente" il risultato ottenuto dalle liste Pri-Ala il 4 marzo scorso, chiede "un’assunzione di responsabilità da parte del segretario nazionale del Pri", chiedendogli di presentarsi dimissionario al prossimo consiglio nazionale del 14 aprile.

A giudizio della Federazione Ravennate "occorre aprire una nuova fase congressuale, oltre al ricambio di una classe dirigente dimostratasi inadatta a gestire una fase tanto delicata della vita politica interna e nazionale. Un congresso che riprenda i temi delle mozioni congressuali della Federazione ravennate e recuperi i passaggi significativi della mozione conclusiva del 48eimo Congresso laddove si rimarcavano sia la necessità di collocare il Pri nell’area di appartenenza di una sinistra democratica di stampo Mazziniano e Lamalfiano, e soprattutto chiedendo all’Edera di concorrere alla formazione di un'area democratico liberale di impronta europea".

"Le vicende legate alle scelte di questi ultimi mesi chiamano in causa anche responsabilità regionali che rendono quanto mai necessarie o un confronto in Direzione Regionale che apra le prospettive per un Nuovo congresso anche della Frer", è stato evidenziato. La Direzione si è dichiarata "contraria a qualsiasi ipotesi di commissariamento di federazioni o realtà che non sono state in grado di presentare le liste Pri-Ala"; analogamente si è detta contraria "ad ogni ipotesi di sospensione dal partito e di deferimenti agli organi di giustizia interna".

In ultima analisi la Direzione Provinciale ha invitato il partito "a riprendere il cammino intrapreso col voto del 2016 portando l’esperienza ravennate e i connotati del partito prefigurato da quel voto amministrativo al centro della ricostruzione del movimento repubblicano in Regione e
nel Paese, favorendo la partecipazione al voto nelle realtà locali dove è ancora importante l’esperienza repubblicana, auspicando una rete di relazioni che aiuti la crescita dei territori. Su queste basi si dà mandato alla segreteria di aprire un confronto con le realtà delle UC della provincia per preparare le prossime elezioni amministrative del 2019 e, a seguire, le consultazioni regionali".

Si è quindi dato mandato alla segreteria "di aprire una fase nuova di rapporti con tutte le realtà repubblicane del Paese che concordando sulla necessità di lavorare per un nuova fase di rilancio degli ideali mazziniani e repubblicani".

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