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Immigrazione e accoglienza, Manzoli (Ravenna in Comune): "Diciamo no al decreto Salvini"

Il capogruppo in consiglio di Ravenna in Comune Massimo Manzoli ha presentato un ordine del giorno proprio per chiedere al consiglio comunale di Ravenna di "dire no" al decreto Salvini

Qualche giorno fa il presidente della onlus "Il Terzo mondo" Charles Tchameni Tchienga ha lanciato un appello alle istituzioni affinchè seguissero l'esempio di Bologna e Torino, che hanno approvato un ordine del giorno per chiedere la sospensione del decreto legge "Salvini" in materia di immigrazione e sicurezza.

L'appello non è rimasto inascoltato, tanto che il capogruppo in consiglio di Ravenna in Comune Massimo Manzoli ha prontamente presentato un ordine del giorno proprio per chiedere al consiglio comunale di Ravenna di "dire no" al decreto Salvini. "Siamo preoccupati per gli effetti e le ricadute che la legge può avere anche sul nostro territorio - spiega Manzoli - Il provvedimento, di fatto, viola i diritti umani e i trattati internazionali, smantella la rete di accoglienza diffusa con professionalità e competenze da decine di operatori e soggetti della società civile e del mondo dell’associazionismo, reti virtuose che creano cittadinanza e arricchiscono il nostro territorio. Facciamo inoltre nostre la preoccupazioni dell’Anci nazionale, che stima in 280 milioni di euro i costi amministrativi che ricadranno su sevizi sociali e sanitari territoriali e dei Comuni in conseguenza delle previsioni del decreto, per l’assistenza ai soggetti vulnerabili oggi a carico del sistema nazionale".

Ma qual è il contenuto di questo decreto? "Il decreto elimina la possibilità per le commissioni territoriali e per il Questore di valutare la sussistenza dei gravi motivi di carattere umanitario e dei seri motivi di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano abrogando, di fatto, l'istituto del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari e introducendo una tipizzazione delle tipologie di tutela complementare che non riconosce l'accesso alle misure di accoglienza - spiega il consigliere d'opposizione - Il decreto mira a prolungare il periodo massimo di trattenimento dello straniero nei centri di permanenza per i rimpatri da 90 a 180 giorni ed elimina gli sportelli comunali che forniscono attività informative, di supporto e di assistenza agli stranieri che intendano accedere ai programmi di rimpatrio volontario-assistito; inoltre riserva l'accoglienza nel sistema Sprar ai soli titolari di protezione e minori stranieri non accompagnati, escludendo i richiedenti asilo e protezione internazionale e i titolari di protezioni complementari, così come esclude la possibilità ai detentori di permesso di soggiorno per richiesta di asilo e protezione internazionale l'iscrizione all'anagrafe dei residenti".

Per questo Ravenna in Comune ha presentato un ordine del giorno per chiedere al sindaco e alla giunta di attivarsi "affinchè si avanzi la richiesta al Ministro dell’Interno e al Governo di sospendere, in via transitoria fino a conclusione dell’iter parlamentare, gli effetti dell’applicazione del decreto e ad aprire una discussione in merito, coinvolgendo anche il territorio, al fine di valutare le ricadute sociali, economiche e di sicurezza sociale di tale decreto. Per parte nostra ci impegneremo sempre per mettere in campo azioni concrete per contrastare gli effetti di tale provvedimento".

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