Minichini (LpRa): "Redimere l’accoglienza ai profughi da profittatori e criminali"

"Parliamo di quello che più ci interessa da vicino, ovvero l'accoglienza dei disperati in fuga dai paesi martoriati dalla guerra e dalle persecuzioni, che non può essere liquidata con i pro e i contro"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Parliamo di quello che più ci interessa da vicino, ovvero l'accoglienza dei disperati in fuga dai paesi martoriati dalla guerra e dalle persecuzioni, che non può essere liquidata con i pro e i contro. Escludendo chi per vocazione o per credo religioso si dedica per spirito umanitario all'accoglienza, il resto è mero business. Ogni straniero assegnato agli aggiudicatari dei bandi delle prefetture porta in dote 35 euro al giorno pagati dal governo italiano, da moltiplicare fino al numero di 60, o anche più in deroga (come il centro immigrati di Tagliata di Cervia, ex albergo che ne ospita 74). Tradotto in incasso mensile, si può arrivare normalmente a circa 63.000 euro. Ci sguazza intorno, tra le persone in buona fede, sotto forma di cooperative formalmente "sociali", agganciate ai partiti al potere nei vari Comuni, anche una moltitudine di "umanitari" professionisti, che nel migliore dei casi hanno trasformato la solidarietà sociale in mestiere, fino ad arrivare a costituire organizzazioni che operano al limite della legittimità o addirittura criminali. Il caso emblematico di come questo sistema formalmente umanitario contenga i germi della peggiore degradazione ce lo ha rivelato l'inchiesta giudiziaria Mafia Capitale".

LA SOLUZIONE UMANITARIA

"Si può agire diversamente ai fini di un'accoglienza ai profughi veramente umanitaria? È significativo l'intervento sull'immigrazione del generale australiano Andrew James Molan, responsabile del contrasto all'immigrazione clandestina del suo Paese, riportato da "Il Giornale" del 30 aprile scorso, a firma di Giovanni Masini. Intervistato dal Foglio, Molan ha detto: "Respingere i migranti è un gesto umanitario. Nel 2014 gli sbarchi illegali si sono ridotti a 157, rispetto agli oltre 20mila dell'anno precedente". Cifre eloquenti. Parlando dell'attuale situazione europea dice: "Umanitarismo celebrato a parole ma sconfessato dai fatti. E una politica dell'immigrazione clandestina gestita dai governi ma su mandato dei trafficanti di clandestini. Se l'Europa vuole invertire questo status quo disastroso e mortifero ritengo che sarebbe bene studiare la lezione australiana". Come ha fatto l'Australia ad ottenere questi risultati strabilianti, si chiede il giornalista? Anzitutto il governo del conservatore Tony Abbott ha scelto non di costituire l'ennesima commissione, ma di affidare la gestione dell'emergenza a un'operazione militare in piena regola guidata da un militare. Quindi, semplicemente, di pattugliare le acque territoriali intercettando le navi entrate illegalmente, che vengono fermate e mandate indietro. Il tutto "nella massima sicurezza delle persone a bordo".

Tanto che, dopo l'insediamento di questo governo - può affermare il generale - non c'è più stato un immigrato morto nelle acque del paese. Come conseguente tassello di questa strategia, l'Australia ha stretto diversi accordi con i paesi di transito dell'immigrazione irregolare, come Papua, Nuova Guinea o Nauru, dove gli arrivati vengono ospitati nei campi attrezzati per esaminare ed accogliere dignitosamente le richieste di asilo giustificate da un vero stato di profugo dalla guerra e dalle persecuzioni, anche grazie al lavoro delle organizzazioni umanitarie internazionali. Il generale Molan conclude: "Oggi si può dire che il governo australiano non lavora più su commissione degli scafisti, offrendo un "servizio taxi" a criminali cui prima bastava un sos a qualche chilometro dalla costa per incassare diecimila dollari da ogni singolo malcapitato passeggero. Gli scafisti, invece, sono ancora i principali autori delle politiche migratorie europee". Recepiranno queste strategie i governanti dell'Europa e dell'Italia? Trasformare la solidarietà pelosa in solidarietà autentica, stroncando i business che la inquinano: questo è il messaggio vero che dovrebbero accogliere. Riguarda il nostro territorio, Ravenna è già satura e non può accollarsi l'onere di ospitare altre presenze di profughi, tantomeno spalmarli sulla nostra costa".

Pasquale Minichini - Lista per Ravenna

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