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Giunta comunale in tour nei lidi, Ancisi: "Un mare di parole e di briciole"

Critico il leader di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi, secondo il quale la giunta comunale "potrà raccontare solo parole e portare briciole"

L'amministrazione comunale presenterà tra lunedì e martedì ai  consigli territoriali di Castiglione di Ravenna (per i lidi di Classe e di Savio) e del Mare (per gli altri sette lidi) le proprie "Azioni sul Turismo". Critico il leader di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi, secondo il quale la giunta comunale "potrà raccontare solo parole e portare briciole". Esponente l'esponente dell'opposizione: "Nel 2016, il Comune spese 18.400 euro per uno studio di 55 pagine sullo sviluppo del turismo, commissionato alla ditta JFC. Lo studio ha elaborato 23 “Azioni” da compiere nell’arco di cinque anni, delle quali 10 “a breve termine, non appena la nuova Amministrazione Comunale sarà insediata”. Dalle elezioni sono passati sette mesi, ma non se n’è saputo più niente, neppure sulle “Azioni a breve termine”  direttamente attinenti ai lidi, quali “Migliorare i collegamenti tra mare e città” e “Passaggio da marketing turistico a marketing territoriale”".

"Il Comune - continua Ancisi - ha però approvato, il 25 gennaio scorso, una nuova gara d’appalto da 25.000 euro più Iva per un altro studio, volto a “definire l’analisi reputazionale dei 9 lidi di Ravenna”, che sembra riprendere dal programma di Lista per Ravenna una proposta ormai storica: identificare per ogni lido “la sua identità e confermare, rilanciare o modificare la sua vocazione turistica di concerto con gli operatori e i residenti dei lidi”. Ma assessori e dirigenti del Comune cosa sono pagati a fare? O si appaltano anche le teste? Al momento, comunque, nulla assicura che il nuovo studio - peraltro fuori tempo anche per la stagione balneare imminente - non finisca, come tutti, in un armadio".

BRICIOLE DI INVESTIMENTI - Continua Ancisi: "In quanto alle opere pubbliche concrete, che i lidi reclamano a gran voce, la giunta comunale porta in regalo ai consigli territoriali 414.000 euro ricavati dalla tassa di soggiorno, inseriti nel bilancio 2017 degli investimenti per realizzare “interventi di riqualificazione e manutenzione diffusa nelle località balneari”. L’intero  piano degli investimenti del Comune è di 31 milioni di euro. Dunque, a ciascun lido toccano in media appena 46 mila, coi quali certo non si può fare alcuna seria“riqualificazione”, bensì solo qualche “manutenzione diffusa” tra le più trascurate". 

Ancisi cita alcuni dati sull’ultimo esercizio finanziario disponibile: "Dalla tassa di soggiorno il Comune ha incassato nel 2015 un milione e 663 mila euro (la previsione assestata per il 2016 è peraltro salita a un milione e 800 mila), di cui 947 mila dai lidi (il 57%), solo 600 mila da Ravenna (la “Città d’arte”) e il resto dalle altre frazioni. Nel 2015, il Comune ha incassato 373 mila euro dai parcheggi a pagamento istituiti a Marina di Ravenna (230 mila), Punta Marina (112 mila) e Lido di Dante (31 mila)". "Lista per Ravenna - continua Ancisi - sta lavorando per quantificare con sufficiente approssimazione l’Imu pagata al Comune per le seconde case dei lidi, dato tecnicamente non scomponibile. Ma l’incasso generale dell’Imu è stato, nella previsione assestata del 2016, pari a 52,2 milioni di euro. Siccome l’Imu non si applica, salvo poche eccezioni, alla prima casa, e nei lidi le seconde case sono maggioritarie, appare fin d’ora evidente che il litorale paga in tasse al Comune cifre stratosferiche, da cui riceve solo briciole".

"Il minimo sindacale che i lidi potrebbero sostenere per non sentirsi becchi e bastonati può essere la proposta, contenuta anch’essa da tempo nei programmi di Lista per Ravenna ed esposta anche in alcune assemblee pubbliche del litorale, di iscrivere nel piano triennale degli investimenti almeno “una nuova opera pubblica importante per ogni lido, la scelta della quale dovrebbe essere condivisa con gli operatori e le associazioni pro loco e promozionali di ciascun lido” - prosegue -. I lidi si possono “riqualificare” seriamente solo cominciando da qui: opere pubbliche strutturali che colmino lacune e carenze e che restino nel tempo. Siccome, però, la giunta comunale non va sul litorale per parlare solo agli operatori della spiaggia, dovrà anche spiegare a quanti abitano o dimorano nelle case o che lavorano nei negozi o negli esercizi pubblici delle località di mare come potranno reggere agli squilibri introdotti con le ordinanze del sindaco che hanno “liberalizzato” per tutto l’anno le attività commerciali e ricreative degli stabilimenti balneari".
 

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