"Punte Alberete devastata dalla canna": Ancisi interroga De Pascale

Ancisi chiede "per quali motivi, quest’anno, il livello dell’acqua di Punte Alberete non è stato abbassato per tempo, così da permettere al prato umido e ai chiari d’acqua di asciugarsi"

L'Oasi di Punte Alberete "devastata dalla canna". Il consigliere comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, ha presentato un'interrogazione al sindaco Michele De Pascale, anche nella sua veste di membro della Comunità dell’ente Parco del Delta del Po, per chiedere ragione della "mancata esecuzione dell’annuale taglio delle canne nel frattempo cresciute all’interno del prato umido e ai bordi dei chiari d’acqua, che sarebbe dovuto avvenire entro agosto". Ancisi chiede "per quali motivi, quest’anno, il livello dell’acqua di Punte Alberete non è stato abbassato per tempo, così da permettere al prato umido e ai chiari d’acqua di asciugarsi, consentendo l’accesso e le manovre dei mezzi meccanici utili ad essere ripuliti dalla canna". Per la risposta, aggiunge l'esponente della lista civica, "il sindaco potrà avvalersi delle competenze di Mara Roncuzzi, in quanto membro del Comitato esecutivo del Parco stesso, che ha recentemente assunto nel proprio staff".

L'OASI - Illustra Ancisi: "L'Oasi di Punta Alberete è una foresta allagata di grande suggestione paesaggistica per l’alternarsi di ambienti di bosco igrofilo, più o meno inondato, di una vasto prato umido e di tre laghetti denominati “chiari" posti sotto l’argine del fiume Lamone, con la presenza di flora palustre e di specie di fauna acquatica rare ed importanti quali (moretta tabaccata, airone rosso, ibis sacro, mignattaio, sgarza ciuffetto, nitticora,  tarabusino, spatola, martin pescatore e garzetta). È un patrimonio di grande valore internazionale, che potrebbe rappresentare un punto di eccellenza dell’offerta naturalistica a fini turistici. Dalla fine del 2013, però, la gestione e la manutenzione dell’Oasi è a diretto carico del Comune, con gli effetti disastrosi più volte descritti dalla stampa e lamentati in particolare da Lista per Ravenna, che hanno prodotto degrado ambientale, impraticabilità dei sentieri, dei ponticelli e dei punti di osservazione, difficoltà di accesso e di fruizione degli avventurosi scarsi visitatori. Si attende da quasi tre anni che il Comune emetta il bando per la scelta di un nuovo gestore".

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"IL FATTO GRAVE" - Osserva l'esponente della lista civica: "Il fatto più grave, che potrebbe rendere molto improbo il recupero dell’Oasi alla sua straordinaria peculiarità, è la mancata esecuzione dell’annuale taglio delle canne nel frattempo cresciute all’interno del prato umido e ai bordi dei chiari d’acqua, che sarebbe dovuto avvenire entro agosto. A quest’epoca, i pulli delle specie nidificanti già volano, quindi non si rischia la distruzione dei nidi, mentre ai primi di settembre comincia l’arrivo delle specie svernanti che possono scendere nell’Oasi per ottenervi riposo e nutrimento e restarvi fino a febbraio/marzo, solamente se trovano gli specchi d’acqua a cielo aperto in cui posarsi. Il prato è umido e i chiari d’acqua sono ora fittamente ricoperti di canna. La terza, scattata al punto di presa dell’acqua dal canale Fossatone, che alimenta l’Oasi, dimostra il malfatto: martedì scorso il livello dell’acqua era di +78, addirittura maggiore dei normali +60 del periodo invernale; mentre, viste le precedenti rilevazioni mensili, il 7 agosto 2015 il livello era stato di +22, più o meno quello che, anche prosciugandosi al sole, permette ai mezzi meccanici di entrare nelle aree interessate per  eseguirvi lo sfalcio delle canne. Dunque, l’anno scorso, ai primi di agosto, si era fatto scendere il livello dell’acqua alla misura che ha consentito lo sfalcio della canna in eccedenza. Quest’anno no. Il mancato sfalcio determina l’inaccessibilità dell’Oasi e altera irreparabilmente l’equilibrio della presenza della fauna acquatica. Il prossimo anno sarà molto più arduo e costoso ripulire il prato umido e i chiari d’acqua, perché la canna, oltre ad essere ulteriormente cresciuta in estensione e in altezza, sarà molto più dura da tagliare. Punte Alberete sarà quasi un’appendice della contigua Valle della Canna, peraltro martoriata per altri aspetti". Ancisi ringrazia er la consulenza Giancarlo Mariani dell'Associazione Ornitologica Emilia-Romagna, Censitore abilitato dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), autorizzato dal Parco del Delta del Po ad eseguire i censimenti mensili della Valle Mandriole e di Punte Alberete.

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