Venerdì, 19 Luglio 2024
Politica Faenza

Alluvione a Faenza, chiesto un consiglio straordinario: "Perché non è stato sfollato il quartiere Borgo?"

Chieste delucidazioni sul piano comunale e sugli allagamenti a Sarna

L’alluvione nel territorio faentino sarà oggetto di discussione nell’aula del consiglio comunale. Sono state due le interrogazioni presentate da altrettante forze politiche di maggioranza e di opposizione. Il consigliere comunale di Italia Viva Alessio Grillini ha sottoscritto la richiesta per lo svolgimento di un consiglio comunale straordinario tematico: “Ho creduto altrettanto doveroso convocare, per completezza e specificità, una commissione tecnica straordinaria su questo tema e sulla vicenda Caviro - ha rilevato Grillini -. Sulla questione che ha coinvolto il Borgo: a Sarna le abitazioni sono state allagate il giorno prima, ma la situazione era nota e le strade erano state chiuse. Un campanello d'allarme suonato con largo anticipo che, nel caso venisse tutto confermato, pone il riflettore ancora una volta su quanto accaduto, o non accaduto, in Borgo”.

“Ora è il tempo delle risposte - ha dichiarato invece il consigliere comunale Stefano Bertozzi di Fratelli d’Italia - Da quanto sta emergendo, dai racconti dei cittadini coinvolti, dopo aver partecipato come uditore alla nascita del Comitato spontaneo degli alluvionati, dopo aver preso visione personalmente di alcune situazioni, dopo aver raccolto segnalazioni terribili, credo che sia giunto il momento di capire come è stata gestita l'emergenza e quali azioni preventive sono state adottate. Mano a mano che i giorni passano le dimensioni del danno si stanno manifestando in tutta la loro gravità, individuare le responsabilità appare uno sforzo necessario quanto indispensabile per due ordini di ragioni: la prima è dare a tutti coloro che sono stati vittime di questo tragico evento uno strumento per ottenere un giusto ed equo risarcimento; la seconda e non meno importante è quella di lanciare un forte monito per evitare che possa riaccadere”.

Fratelli d’Italia: "Cosa prevedeva il piano di emergenza?"

Nell’interrogazione il consigliere di Fratelli d’Italia ha ripercorso le tappe dell’emergenza evidenziando come “l’eccezionale ondata di maltempo con piogge torrenziali, intense, devastanti e prolungate, ha portato il fiume Lamone a invadere intere aree della nostra città, e in particolare Via Cimatti, Via Silvio Pellico, Via Pantoli, Via Ragazzini e Via D’Azeglio. Importanti problemi idraulici, con allagamenti conseguenti, si sono verificati in diverse aree del nostro territorio tra cui si citano, a titolo puramente esemplificativo Via Lapi, via Ponte Romano, via Renaccio. Danni altrettanto importanti si sono verificati nell’abitato di Marzeno, e in località Sarna. Oltre 400 sono le persone sfollate o comunque coinvolte, ancora non esattamente quantificabili i danni materiali alle abitazioni, alle attività produttive, al territorio. Non quantificabili sono stati inoltre i danni psicologici che quanto accaduto ha arrecato alle persone, molte delle quali fragili, con risvolti che certamente perdureranno nel tempo”, chiedendo nel merito quali siano state le scelte e le decisioni che sono state assunte per gestire l’emergenza, anche riguardo ai tempi e ai modi di comunicazione dell’allarme per i cittadini. Il consigliere ha inoltre chiesto che cosa prevedeva il piano di emergenza comunale di Protezione Civile, se sia stato rispettato il protocollo e se il piano fosse aggiornato.

Italia Viva "Perché non è stato sfollato il quartiere Borgo?"

Nell’interrogazione il consigliere di Italia Viva ha posto l’accento “sul giorno antecedente l’esondazione/allagamento che ha coinvolto il quartiere ‘Borgo’. Apprendo che molte abitazioni di Sarna erano già allagate con un metro e mezzo di acqua, e molte strade erano state chiuse, anche se, pare, anche in questo caso nessuno fosse stato avvisato prima. Di fatto la vicenda che ha coinvolto le abitazioni di Sarna rappresentava, teoricamente, un evidente e sufficiente campanello d’allarme, suonato tra l’altro con largo anticipo” e ciò premesso ha interpellato la Giunta manfreda “per capire come mai, alla luce di quanto asserito in premessa, si sia arrivati comunque alla decisione di non sfollare il quartiere Borgo”.

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