Ancisi (LpR): "L’annunciata fine di Versalis italiana."

L'assordante silenzio del PD e del PRI

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Nella campagna elettorale di De Pascale, tutta dedicata a sotterrare le malefatte del suo partito, il PD vuole forse che non si parli più della svendita di Versalis, e con essa della chimica italiana, ad un capitalismo di ventura straniero?

Eppure, l'amministratore delegato della società, Descalzi (designato dal Governo) ha annunciato, due giorni fa, che "noi rimarremo col 30%", cedendo cioè il 70% di Versalis al fondo finanziario speculativo americano SK Capital. E ciò significa liquidare l'intero assetto territoriale della chimica nazionale, da quella "verde", suscettibile di liquidazione non appena gli investimenti fossero bloccati, a quella tradizionale, che già subisce i mancati investimenti di questi anni: prima e maggiore vittima il polo chimico-industriale di Ravenna.

Eppure il 22 dicembre scorso il consiglio comunale di Ravenna aveva approvato all'unanimità, su iniziativa di Lista per Ravenna, un ordine del giorno che chiedeva l'esatto contrario: cioè che "la maggioranza azionaria di Versalis resti in capo ad ENI, prevedendo, al fine di consolidare la compagine azionaria, anche il ricorso al Fondo Strategico Italiano della Cassa Depositi e Prestiti".

Eppure, ieri i lavoratori dell'ENI (posseduta dal Governo al 100%) della quale Versalis è parte, hanno scioperato otto ore a Roma "per dire no a quello che Eni e Governo hanno deciso", come ha urlato il segretario generale della Femca-Cisl, Angelo Colombini, dal palco di piazza del Pantheon.

De Pascale non ha niente da dire, non alza la voce, non prende a pugni politici il Governo nazionale? Diventasse malauguratamente sindaco, come pensa di garantire pranzo e cena fino alla pensione ai mille lavoratori ravennati investiti direttamente dall'incombente perdita del lavoro e ai 600 della divisione ex Agip che seguirebbero a catena? Mingozzi, strenuo difensore a parole del petrolchimico, partecipa alla congiura del silenzio? E la città si è forse arresa alla sua malasorte, sfiancata dall'avanspettacolo elettorale in scena?

Alvaro Ancisi, capolista di Lista per Ravenna

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