La proposta "sociale" di Ama Ravenna: "Nuovi orari per gli asili e case della salute aperte 24 ore su 24"

Perini: "Il modello ravennate, che pure è stato un'eccellenza, oggi deve essere rivisto per rispondere alle nuove esigenze delle persone".

Ama Ravenna

Case della salute aperte 24 ore su 24, assistenza sanitaria e sociale a domicilio, un asilo aziendale dentro l’ospedale e asili con orari più flessibili.
E’ questa la ricetta per il nuovo Welfare della Lista Civica “Ama Ravenna”.

"Il modello ravennate - si legge in una nota -, che pure è stato un’eccellenza, oggi deve essere rivisto per rispondere alle nuove esigenze delle persone. Non servono nuove case di riposo, ma un mix di proposte integrate che rompa con gli schemi del passato. E se la popolazione ravennate è sempre più anziana, occorre tenere conto anche dei nuovi scenari che riguardano i giovani e gli immigrati. La proposta di 'Ama Ravenna' guarda ai nonni ma non dimentica le famiglie e chi deve conciliare il lavoro con i figli".

Daniele Perini, capolista di Ama Ravenna, sostiene l’idea di un asilo aziendale all’interno dell’ospedale con apertura compatibile con gli orari dei turni. "Il Cral dell’Ospedale si è già detto disponibile a farsi carico della gestione". In questo modo si faciliterebbe la vita di chi lavora in Ospedale, con l’auspicio che l’idea possa essere sostenuta anche dalla Direzione Generale dell’Ausl. Inoltre propone che almeno un paio di asili comunali modifichino i loro orari, restando aperti almeno 12 ore, per andare incontro in maniera più flessibile alle diverse esigenze dei genitori lavoratori.

“Ama Ravenna” affronta il tema degli anziani. Oggi gli anziani in lista d’attesa per ottenere un posto presso le strutture residenziali per la terza età nel Comune sono 200, che salgono a 400 se si include il distretto (Russi e Cervia). Tenuto conto degli indicatori fissati dalla Regione, mancano 122 posti in casa di riposo o protetta. A Ravenna, in un anno, le persone che hanno più di 70 anni sono aumentate di 1.600 unità. Quelle che hanno più di 60 anni e vivono sole, nel 2010 erano 11mila, nel 2014 sono salite a 12.900. I “single” a Ravenna sono 22mila, di questi 11mila sono anziani (prevalentemente donne vedove).
"Ma non ha senso costruire nuove case di riposo – spiega Perini – il problema vero è la gestione. Se pensiamo che strutture per 70/80 persone costano circa 1milione di euro all’anno, occorre cambiare modello. Una società seria ha il dovere di accudire queste persone, ma con nuove proposte".
La lista civica pensa a un sistema imperniato sulle case della salute, aperte 24 ore su 24, con medici di base che si alternano dalle 8 alle 20, poi subentra la guardia medica. Un modello integrato anche con una gamma di prestazioni più ampia: ecco allora che servono l’assistente sociale, il fisioterapista, l’infermiere, lo psicologo. Un mix di assistenza infermieristica e sociale sul territorio e a domicilio, a maggior ragione in un territorio esteso come quello del comune di Ravenna dove chi vive nel forese è spesso svantaggiato. Ma le Case delle salute vanno rivolte anche ai giovani, con la presenza ad esempio del ginecologo e dell’ostetrica.

Una proposta, quella delineata da “Ama Ravenna”, che passa anche attraverso il superamento dell’ASP (Azienda pubblica di Servizi alla Persona), che Perini ritiene "una struttura obsoleta". "I servizi sociali e sanitari sul territorio – dichiara - hanno bisogno di figure tecniche e di indirizzo politico, con un sempre maggiore coordinamento tra i manager dell’Ausl, il Comune di Ravenna e la disponibilità dei medici di base. Nel frattempo è necessario, senza esitazioni, puntare su assunzione di infermieri e fisioterapisti per iniziare a garantire le prestazioni sul territorio, a partire da quelle legate a molte patologie croniche, attraverso lo sviluppo delle Case per la Salute e l’assistenza domiciliare".

L'idea di Perini per scongiurare l’incombente futuro black out del sistema Welfare guarda anche a una collaborazione tra pubblico e privato sociale. "Potenziando l’assistenza domiciliare dell’Ausl, oltre a quella sociale del Comune, che oggi è troppo parcellizzata e che invece andrebbe offerta in maniera completa e gratuita a chi ne ha effettivamente bisogno, chiedendo un contributo a chi ne ha le possibilità. In questo modo, si coprirebbe una buona fetta della giornata delle persone sole, evitando loro di doversi rivolgere ad una casa di riposo". Se avrà rappresentanza in Consiglio comunale “Ama Ravenna” chiederà anche di puntare al “lavoro leggero”, in particolare per le donne, sul modello di altre città come Torino, sulle cooperative di tipo B per favorire la difficile entrata nel mercato del lavoro ai disabili (si pensi ai call center). "È evidente che la legge per il loro impiego nelle aziende pubbliche e private ha fallito: spesso preferiscono pagare la multa e non assumere persone svantaggiate, per cui stiamo già studiando il testo per spingere verso la modifica dei Decreti nazionali con il sostegno di tutti anche tramite petizioni pubbliche".

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