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Domenica, 26 Maggio 2024
Politica

Lampioni spenti, Ravenna Coraggiosa: "E' stata una misura sofferta e straordinaria"

Lo spegnimento dei lampioni ha suscitato diverse perplessità già dal principio, ed è stata una misura sofferta e straordinaria persino nel suo essere sperimentale per un territorio vasto e policentrico come il nostro. 

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

La Giunta nella seduta di martedì, prendendo atto delle motivazioni espresse anche alla stampa dal Sindaco, ha deliberato la fine del periodo di sperimentazione dello spegnimento dei lampioni nelle ore centrali della notte. Come Ravenna Coraggiosa siamo d’accordo, nonostante le difficoltà di bilancio che continuano a preoccuparci molto rispetto ai servizi, nell’assoluta consapevolezza della necessità di adottare misure che riducano e razionalizzino quanto più possibile il consumo energetico sia pubblico che privato, e che si acceleri nella sostituzione dei vecchi impianti con altri più efficienti dal punto di vista energetico. 

Lo spegnimento dei lampioni ha suscitato diverse perplessità già dal principio, ed è stata una misura sofferta e straordinaria persino nel suo essere sperimentale per un territorio vasto e policentrico come il nostro. 

In particolare, consideriamo importante l’aver tenuto conto degli impatti sugli aspetti reali o semplicemente percepiti sulla circolazione veicolare, ciclabile e pedonale, pensando alla tutela delle utenze deboli della strada che soprattutto in centro città esistono e a lavoratori e lavoratrici che devono spostarsi di notte. Rileviamo come alla fine del periodo di prova, pur non avendo registrato particolari problematiche su temi quali il tasso di incidentalità, si sia fatta una scelta che consenta la massima serenità nella socialità della notte che, visto anche l’avvicinarsi delle festività natalizie, sarebbe secondo noi risultata oltremodo compromessa dal provvedimento creando una sorta di “effetto coprifuoco”.
Sul tema sicurezza i dati segnalano come nonostante non ci sia stato un incremento di reati, l’assenza di illuminazione per alcune ore ha comunque influito sulla percezione arrivando a penalizzare zone periferiche, il forese, le zone con case sparse e rischiando di aumentare ulteriormente disomogeneità territoriali e le preoccupazioni per le fasce più fragili della popolazione che con fatica cerchiamo invece tutti i giorni di contrastare.

Resta molto deludente l’approccio del nuovo governo rispetto alle esigenze generali di tutti gli enti locali e particolari di quei comuni come il nostro che finiscono per pagare un’estensione territoriale mai riconosciuta e che ci porta ad avere un parco lampioni molto al di sopra della media di altri comuni con analoga popolazione.
Nella nostra idea di Ravenna città amica dei giovani che tanto hanno pagato nella pandemia, di Ravenna città universitaria, capace di rispondere alle esigenze di una comunità universitaria sempre più numerosa, di Ravenna città turistica sia in estate con la riviera che in inverno con il suo centro storico, sulla notte potremmo giocarci un pezzo di una nuova identità. Anzi un valore aggiunto per chi come noi rifiuta di accettare questa retorica securitaria per cui il disagio si chiama solo “degrado”, la presenza di persone “movida” o “assembramento”, il “decoro” è l’unico obiettivo da perseguire, anziché il benessere di una comunità tutta. 

Ravenna Coraggiosa

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