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Lunedì, 16 Maggio 2022
Politica

Le dieci polemiche di Matteucci nel dibattito sul tema della sicurezza

Questo l’incipit di Fabrizio Matteucci, intervenuto nel dibattito in consiglio comunale sul tema della sicurezza: <>. Ma mi faccia il piacere, avrebbe detto il grande Totò.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Questo l’incipit di Fabrizio Matteucci, intervenuto nel dibattito in consiglio comunale sul tema della sicurezza: <>. Ma mi faccia il piacere, avrebbe detto il grande Totò. Ma come, esordisce con il lasciare poco spazio alle polemiche e poi elenca dieci punti di polemica? Non passa giorno senza che i quotidiani riportano lettere di protesta della cittadinanza per il degrado cui sta sprofondando Ravenna e il sindaco dice che le due risse sono fatti inediti? Per l’onestà che gli ho sempre riconosciuto, avrebbe dovuto iniziare a ringraziare i cittadini che collaborano con le forze dell’ordine nel segnalare quanto accade sul territorio. Ma come poteva, per lui i timori e le paure dell’intero tessuto socio economico per quello che potrebbe succedere, considerati gli atti ed i fatti fino ad oggi, sono stati sempre considerati infondati (sic!). Giorno dopo giorno, si scopre che Ravenna non è quella che ci hanno sempre voluto far credere, cioè la città tranquilla, multietnica, pronta ad accogliere sul suo suolo gli sbandati per redimerli e condurli sulla retta via. Ora, però, iniziano a presentare il conto a Palazzo Merlato.

Possibile che nessuno si sia reso conto che quanto sta accadendo danneggia principalmente i cittadini stranieri che si sono perfettamente integrati nel nostro tessuto sociale? A chi compete anche la loro tutela? La serietà e la fermezza di un’amministrazione si misurano attraverso azioni concrete e non con critiche al governo nazionale. I poteri dei sindaci dovrebbero essere noti a chi per la seconda legislatura è alla guida della città. Un sindaco dovrebbe sapere che il controllo del territorio è compito precipuo della sua polizia e non delle altre forze dell’ordine, a cui compete mantenere e assicurare l’ordine e la sicurezza pubblica. Chiedere l’intervento del Prefetto e Questore senza prima aver assicurato il controllo del territorio con la propria polizia, equivale ad alzare bandiera bianca. In tal caso bisogna anche avere il coraggio di affermare il fallimento di questa amministrazione nel tenere a bada quattro scalmanati che si sono azzuffati o quelli che occupano edifici dismessi.

Le forze di minoranza in consiglio comunale sono state finora foriere di suggerimenti. Io stesso ho provveduto a richiedere la presenza fissa del Vigile di quartiere nelle zone a rischio ed in tutte le altre località per evitare la migrazione di questi soggetti. Ma è noto che tutto ciò proveniente da coloro che non fanno parte della grande ammucchiata è sempre stato etichettato come polemica, anziché come atto di responsabilità nel concorrere a rendere Ravenna più sicura. Affermare che “servirebbe personale specializzato”, è un’offesa alle donne ed uomini in divisa che si stanno facendo in quattro, pur di assicurare anche al cittadino Matteucci di dormire sonni tranquilli. Così come offesa è verso gli altri sindaci il “calar le braghe”, sulla richiesta di personale dell’esercito a supporto delle forze dell’ordine. Un po’ di umiltà non guasterebbe. L’unica ordinanza che dovrebbe emettere è vietare a se stesso di continuare a bere acqua dal rubinetto.

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