La Lega Nord si schiera in difesa dell'olio romagnolo

Il segretario romagnolo Jacopo Morrone attacca le "misure europee scellerate che mettono in ginocchio i nostri produttori"

La Lega Nord si schiera in difesa dell'olio romagnolo. Il segretario romagnolo Jacopo Morrone attacca le "misure europee scellerate che mettono in ginocchio i nostri produttori. La superficie ad oliveto in Emilia-Romagna è di circa 3.800 ettari di cui 1.600 coltivati in provincia di Rimini, oltre 1.300 in provincia di Forlì-Cesena, e 550 in provincia di Ravenna (Brisighella) che oggi rischiano il peggio".

"Prescrizioni di questo genere potevano maturare solo in Europa, dove evidentemente le priorità sono quelle di favorire i prodotti tunisini – in questo caso l’olio – a discapito delle eccellenze nazionali e dei nostri marchi Dop. La denominazione di origine controllata “Brisighella”, ad esempio, deve essere ottenuta dalla varietà di olivo “Nostrana di Brisighella” presente negli oliveti in misura non inferiore al 90% ed è il frutto di caratteristiche di coltivazione, modalità di oleificazione, varietà di ulivi e specifiche zone di produzione che ne garantiscono l'eccezionalità del prodotto e la peculiarità olearia".

"Si tratta quindi di produzioni di alta qualità, caratterizzate da aree geografiche limitate ( Brisighella, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio, Modigliana) e dall’uso di varietà definite che rischiano di essere contaminate da migliaia di tonnellate di olio tunisino esentasse - continua Morrone -. Quello partorito a Strasburgo, insomma, è un provvedimento che mette a repentaglio l’intero comparto olivicolo romagnolo mettendone a rischio la specificità territoriale e il prezzo di vendita. A fare da spalla a un’Europa sempre più lontana dalla esigenze dei nostri cittadini ci ha pensato il Partito democratico rendendosi complice di un regolamento che strozza la produzione olearia romagnola".

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"Il rischio - rimarca Morrone - non è soltanto quello di depotenziare un marchio, come quello “colline di romagna”, frutto di una filiera d’eccezione, tradizioni radicate e controlli serrati, ma anche quello di favorire l’insorgere di frodi alimentari dettate da false etichettature. Le nostre colline sono la culla di un prodotto oleario che da oggi rischia il peggio a causa delle prerogative comunitarie e dell’accondiscendenza del Pd".
 

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