Lido di Dante, Minichini (LpRa): "Degrado urbano e ambientale"

"Oltre a costituire un pessimo biglietto da visita per i turisti che frequenteranno la località in occasione della prossima stagione balneare, un serio pericolo incombe per la pubblica e privata incolumità"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Nel corso degli anni più volte è stato segnalato dal sottoscritto, dal locale Comitato cittadino e dai cittadini, lo stato di degrado, urbano e ambientale, in cui versano le due ex caserme site sulla via principale di Lido di Dante, adiacente il lungomare. Oltre a costituire un pessimo biglietto da visita per i turisti che frequenteranno la località in occasione della prossima stagione balneare, un serio pericolo incombe per la pubblica e privata incolumità. L'eloquenza delle foto allegate non lasciano dubbi: una vera savana, nella quale zanzare e invertebrati di ogni specie la fanno da padrone, creando non poca preoccupazione ai dimoranti nelle abitazioni adiacenti. I pali di sostegno della recinzione sono tutti spezzati all'apice i cui monconi, per lo più rivolti sui marciapiedi della pubblica via, costituiscono un serio pericolo per l'ignaro utente che vi transita. L'annoso problema è ben noto all'Amministrazione comunale e all'Ente proprietario, ma tutti fanno orecchie da mercante. No, signori, non ci sarà l'affannosa ricerca del capro espiatorio, i responsabili hanno nome e cognome, in caso dovesse succedere l'irreparabile.

Forse è meglio rinfrescare la memoria a questa giunta che, finalmente, sta lasciando il potere, assolvendo solo il nuovo assessore ai lavori pubblici, che non saprà neanche di cosa si sta parlando. Nel 2010 questi immobili, a seguito del federalismo demaniale, sono stati inseriti nell'elenco beni patrimoniali dello stato di possibile attribuzione agli enti locali, ai sensi del Decreto Legislativo 85 del 2010. Purtroppo, pur se il federalismo demaniale attribuiva a Ravenna questi beni, l'attuale assessore al bilancio non li aveva inseriti nella richiesta del 2013 inoltrata all'Agenzia del Demanio, la cui delibera fu approvata dalla sola maggioranza che governa la città. Dimenticanza o scelta non conveniente?

La svolta si ha nel 2014, precisamente il 20 novembre, quando il consiglio comunale approva all'unanimità la richiesta dell'assessore al bilancio, di chiedere il trasferimento dei due immobili, a titolo "non oneroso" dall'Agenzia del Demanio al Comune di Ravenna. Da qui in poi, tuttavia, si sono perse le tracce. Che fine ha fatto la richiesta? Non è dato sapere. Come da oltre 40 anni chiedo, queste strutture sono indispensabili per Lido di Dante, sono gli unici beni immobili pubblici di cui uno, adeguatamente ristrutturato con i fondi ricavati dalla vendita dell'altro, quindi a costo zero per l'amministrazione, potrebbe essere messo a disposizione dei cittadini per: un centro aggregazione per i giovani e quelli in età avanzata, un presidio della Polizia Municipale, un ambulatorio medico estivo, una sede per il locale comitato cittadino, una farmacia aperta tutto l'anno.

Ma adesso veniamo a quello che più ci interessa, cioè la rimozione dello stato di degrado e del pericolo incombente. Con posta certificata, ho richiesto al Sindaco di Ravenna, quale Autorità sanitaria locale, di disporre l'accertamento dello stato dei luoghi, avvalendosi, se necessario, del Dipartimento di sanità pubblica della Ausl di Ravenna -U.O. Igiene pubblica- e di impartire opportune disposizioni ai dirigenti comunali, responsabili del verde pubblico e dell'igiene, affinché provvedano all'adozione degli atti ordinatori nei confronti dell'Ente proprietario, chiunque esso sia, di adempiere agli obblighi sanciti per il privato, così come previsto dal combinato disposto dell'articolo 15.2 del Regolamento del verde e degli articoli 15/commi 1-4 e 110/comma3, del Regolamento di Igiene Sanità pubblica e Veterinaria. Resto in attesa di riscontro".

Pasquale Minichini, Lista per Ravenna

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