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Domenica, 14 Agosto 2022
Politica

Lista per Ravenna: "I veri assistenti civici siamo noi"

" Si devono a questi assistenti civici le prime concrete risposte sul fronte della sicurezza civica. Quelle su cui poi tutti, leggendole sui giornali, si ritengono legittimati a pontificare."

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Leggo sul Resto del Carlino, nell'articolo a tutta pagina: "Mettiamo in campo gli assistenti civici", dedicato ad un ordine del giorno firmato dai capigruppo di centro-destra e grillino (due dei quali, peraltro, capigruppo di se stessi), che è "assente dalla proposta solo Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna". La proposta non mi è stata sottoposta, ma non avrei avuto dubbi a firmarla, dopo avere chiarito ed emendato opportunamente il testo in coerenza con quanto segue.

1. Gli assistenti civici Lista per Ravenna li chiede da sempre, senza però confonderli con le "ronde civiche", ammesso che ci siano cittadini i quali vogliano, in assenza della polizia municipale sul fronte della sicurezza urbana, sostituirsi ad essa, armati di una pettorina, nelle ormai troppe zone calde del territorio occupate da teste calde o sfinite dalle razzie a domicilio.

2. Non è vero che sia colpa del bilancio comunale e del patto di stabilità se il Comune lascia interamente alle insufficienti, quanto benemerite, forze dell'ordine statali l'ordinario presidio del territorio dalle male frequentazioni e dalle scorrerie: l'enorme salasso delle tasche dei cittadini operato con le tasse comunali sarebbe più che sufficiente, se non dilapidato, a che il Comune facesse il suo dovere per restituire sicurezza al suo territorio.

3. "197 unità presenti a Ravenna contro le 220 che dovrebbero costituire la pianta organica" della polizia municipale potranno essere considerate poche - come scritto nell'ordine del giorno - solo quando si facessero vedere non solo dietro una scrivania, o a far multe sul codice della strada, o a volteggiare sulle volanti, ma coi piedi a terra, a cominciare dalle zone calde di cui sopra e da quelle candidate a diventarlo.

4. I primi assistenti civici od "operatori di quartieri" (così anche definiti nell'ordine del giorno) dovrebbero essere, infatti, gli addetti della polizia municipale alla "Vigilanza di Quartiere" che, come scritto sul sito del Comune, "opera nel territorio del Comune di Ravenna al fine di garantire un punto di contatto con la cittadinanza" e che, "attraverso il controllo capillare del territorio", tende a "far divenire l'Agente di P.M. un punto di riferimento per i cittadini che possono così fare affidamento sulla presenza di personale radicato sul territorio". In organico la "Vigilanza di Quartiere" conta, escluse le assunzioni estive, 60 agenti, di cui 27 per la città, 13 per il forese, 9 per il mare, ecc. E non è che i loro 137 colleghi debbano girare al largo del territorio. Ma se possono figurare in "Chi li ha visti?", la colpa è nel manico politico, non è la loro e tanto meno del patto di stabilità.

5. In mancanza di quelli esistenti stipendiati e di quelli invocati volontari, i veri assistenti civici sono gli operatori territoriali di Lista per Ravenna, a cui, non a caso, ormai tutti i cittadini si rivolgono per essere ascoltati quando nessuno li ascolta e riceverne sostegno sul campo, non a tavolino: affinché i vertici e i responsabili istituzionali, contattati allo sfinimento e incontrati di persona, non solo a mezzo stampa, siano incalzati e inchiodati alle loro latitanze. Si devono a questi assistenti civici le prime concrete risposte sul fronte della sicurezza civica. Quelle su cui poi tutti, leggendole sui giornali, si ritengono legittimati a pontificare.

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