Lista per Ravenna: "Toilette libera negli esercizi commerciali, lo decide l'esercente"

La proposta di Lista per Ravenna accolta dalla Giunta comunale lascia agli esercenti la facoltà di stabilire quando applicare la norma voluta dalla maggioranza

"Si avvia alla formulazione definitiva l’art. 29 della bozza di nuovo regolamento della polizia urbana, risalente a marzo 2019, che conteneva da subito l’obbligo per ogni bar, ristorante o negozio commerciale di mettere le proprie toilette a disposizione di tutti, anche se non clienti o non consumatori. Contestato da larga parte degli esercenti, Lista per Ravenna ne propose l’eliminazione con un emendamento depositato il 23 ottobre 2019". Lo dichiara il capogruppo di Lista per Ravenna.

"Un emendamento fondato, tra l’altro, sulla seguente motivazione: “Mentre è obbligo degli esercenti di pubblici servizi offrire a chi usufruisce del loro servizio toilette funzionanti, pulite e decorose, deve essere lasciata alla loro libera scelta concederne la disponibilità a terzi. Un servizio pubblico di toilette ad uso della cittadinanza e dei turisti e visitatori della città è compito e dovere esclusivo dell’amministrazione comunale. Questa norma viola l’art. 41 della Costituzione italiana, secondo cui, siccome “l’iniziativa economica privata è libera”, solo “la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché…possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. E per fortuna, il Comune di Ravenna non può fare leggi. Giunti ormai al termine, lunedì prossimo, delle molte discussioni avutesi nella commissione Affari istituzionali, dopodiché sarà portato in Consiglio comunale per l’approvazione, la Giunta comunale aveva modificato l’art. 29 stesso con un emendamento, presentato dalla maggioranza, che esenterebbe gli esercenti dall’obbligo in questione nei casi in cui “comporti un fondato pericolo per il decoro dell’attività, oppure,  quando tale utilizzo interferisca o crei nocumento allo svolgimento dell’attività di impresa”. Questa formulazione - è stato osservato in commissione- lascerebbe però agli agenti di polizia, nei casi in cui dovessero far valere tale norma, la discrezionalità di valutare se la decisione dell’esercente fosse giustificata, in caso contrario applicando la dovuta sanzione".

"Ha risolto questa eccezione un subemendamento di Lista per Ravenna che, inserendo nella nuova formulazione dell’articolo l’inciso “per motivata valutazione del titolare dell’esercizio o attività”, consente agli esercenti stessi di derogare dall’obbligo di “libera toilette a tutti” in conformità con la norma, ma per ragioni stabilite insindacabilmente da loro stessi.  Il subemendamento di Lista per Ravenna, accolto dalla maggioranza e fatto proprio dalla Giunta comunale, è automaticamente entrato nella proposta finale di nuovo regolamento di polizia urbana. Lista per Ravenna sostiene, per ragioni di principio, che la norma resti comunque incostituzionale, tuttavia apprezzando che il placet ricevuto sul proprio subemendamento da parte della maggioranza lasci di fatto agli esercenti la libertà di decidere da se stessi come e quando applicarla. Non è tutto, ma realisticamente il massimo che si è potuto conseguire grazie ad un confronto tra maggioranza e opposizione improntato a ragionevolezza.

Art. 29 del nuovo regolamento di polizia urbana definitivo

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Fatte salve le norme sanitarie ovvero previste da leggi e regolamenti in materia, gli esercenti i pubblici esercizi e, in generale, le attività per le quali è obbligatoria la predisposizione di servizi igienici destinati alla clientela, hanno l’obbligo di mantenerli in buono stato di manutenzione ed in decorose condizioni di pulizia; i medesimi esercenti debbono, inoltre, consentirne l’utilizzo a chi ne faccia richiesta, senza subordinare la fruizione all’acquisto di beni o servizi, fatte salve le ipotesi di in cui tale obbligo, “per motivata valutazione del titolare dell’esercizio o attività”, comporti un fondato pericolo per il decoro dell’attività, oppure,  quando tale utilizzo interferisca o crei nocumento allo svolgimento dell’attività di impresa.

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