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LpRa: "Grandi progetti in ferrovia: due bufale e due topolini"

"I giornali locali hanno sparato la notizia che quattro progetti, per 22,6 milioni di euro, miglioreranno "nei prossimi anni" l'accessibilità al porto di Ravenna tramite ferrovia, connettendolo alle grandi reti infrastrutturali europee"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

I giornali locali hanno sparato la notizia che quattro progetti, per 22,6 milioni di euro, miglioreranno "nei prossimi anni" l'accessibilità al porto di Ravenna tramite ferrovia, connettendolo alle grandi reti infrastrutturali europee.

I due più grossi, che da soli impegnerebbero 20 milioni, sono fumo negli occhi degli elettori, giacché 10 milioni versati dalle Ferrovie Italiane per rifare il cavalcavia della Stazione (5) e per realizzare un sottopasso in via Canale Molinetto (altrettanti) sono come pescare la luna nel pozzo. Tanto più che il sottopasso richiederebbe altri 5 milioni dall'Unione Europea, che è estranea non solo alla firma dell'accordo, ma soprattutto all'idea, e ancora 5 dall'Autorità Portuale, che sarebbe meglio li spendesse per tirar fuori il porto dalle secche. Il 24 giugno 2009, Comune, Regione, Ferrovie Italiane e Autorità Portuale spararono allo stesso modo sui giornali il proprio protocollo d'intesa per la realizzazione di due grandiosi progetti: la ristrutturazione della stazione ferroviaria per collegare il centro storico di Ravenna col quartiere Darsena e, appunto, la sostituzione del passaggio a livello di via Canale Molinetto con un sottopassaggio. Non se n'è visto neanche un barlume di idea.

Il collegamento tra il centro storico e la Darsena si è ridotto, nel progetto n. 1 del nuovo accordo, ad ipotizzare l'allungamento dell'attuale sottopasso pedonale di viale Pallavicini (unica latrina autorizzata in tutta la zona stazione) fino al piazzale Aldo Moro. Servirà piuttosto a collegare gli spacciatori dei giardini Speyer con il fronte opposto del loro business. Per farlo, basterebbe poco più di un milione delle Ferrovie, ma accettiamo scommesse che nel 2016, data promessa "di effettiva realizzazione", sarà ancora da venire.

Resta fattibile un secondo topolino di appena 1 milione, ma solo perché elargito da Autorità Portuale. Servirebbe a portare i binari dei treni merci fino al "nuovo Terminal Container" della penisola Trattaroli, delirante obiettivo del Progettone di scavo del Candiano perseguito da CMC, Sapir e Gruppo Contship. Basti dire che, per farci arrivare le grandi navi, bisogna scavare tra i 14,5 e i 15,5 metri di profondità, quando non si riesce a mantenere l'imboccatura del canale neppure a 10,5.

Quale idea di città

Ci chiediamo peraltro se i due "grandi progetti" di cui sopra, anche se solo vagheggiati, siano coerenti con l'idea delle città smart, che ha preso grande spazio in Europa, orientata a diminuire il traffico veicolare privato urbano sapendolo estremamente dannoso alla salute dei cittadini e dell'ambiente. A Ravenna ne sappiamo qualcosa. Il sottopasso carrabile di via Canale Molinetto scaricherebbe il traffico proveniente dal mare sul centro città. Se mai, basterebbe un milione e mezzo per costruirne uno, solamente in uscita dalla città, tra viale Santi Baldini e Circonvallazione Piazza d'Armi (piazzale delle Blachernie), così che il traffico dal mare verrebbe canalizzato su viale Europa, o direttamente, o tramite la bretella di via dei Poggi- via Antica Milizia-via Don Carlo Sala-viale Europa stesso. Il rifacimento del cavalcaferrovia, anzi il suo innalzamento allo scopo di farci passare i grandi container high cube (sogno di una notte a Rotterdam dato che non c'è un futuro di questa portata nelle potenzialità del nostro porto), vorrebbe dire far passare un forte traffico aggiuntivo attraverso la zona di via dei Poggi, che regge a malapena quello passeggeri odierno, oltre che dalla Stazione centrale, fra l'altro impiegando 45 minuti. Nessuno può escludere il transito di merci anche pericolose. Ma siamo in pieno centro, nel luogo più affollato della città. Ricordiamoci di Viareggio. Avremmo una città molto meno sicura dell'attuale, più caotica e lenta logisticamente sotto tutti i punti di vista. Logica suggerirebbe di puntare, se mai sarà possibile, ad un by pass del Candiano che non sia solo stradale, ma anche ferroviario, in modo da far capo alla stazione merci Baiona, lontana da quella centrale e dalla città, con tempi di transito molto più ridotti.

I nostri sono solo spunti di riflessione. La realtà è che, continuando a governare questa città senza mai un progetto serio, la città è condannata all'immobilità, e con questa a perdere posizioni e credibilità.

Alvaro Ancisi

Pasquale Minichini (Lista per Ravenna)

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