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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Macerie abbandonate al parco dell’acquedotto: "Ancora nessuna risposta"

de Nicola Grandi, consigliere comunale di Lista per Ravenna, ha presentato un'interrogazione al sindaco Fabrizio Matteucci sul "problema che resta impunito dei rifiuti" nell'area di via Fusconi e in via Monti

"A quale titolo le macerie nel parco dell’acquedotto siano state depositate su suolo a destinazione pubblica?". E' quanto si chiede Nicola Grandi, consigliere comunale di Lista per Ravenna, che ha presentato un'interrogazione al sindaco Fabrizio Matteucci sul "problema che resta impunito dei rifiuti" nell'area di via Fusconi e in via Monti, evidenziando "silenzio anche sulla (più volte da noi suggerita) videosorveglianza che risolverebbe il problema".

Grandi ricorda che il 28 maggio scorso era stato segnalato da Lista per Ravenna "come nel parco dell’acquedotto di via Fusconi, recintato e di pubblica proprietà, giacesse da tempo un imponente cumulo di macerie, della cui provenienza non ci era dato di sapere. A parte il fatto che (come ormai d’abitudine) nessuna risposta è mai giunta sulla questione ora scopriamo che il cumulo di macerie, oltre a continuare a fare bella mostra di sé, è addirittura presente (almeno) dal maggio del 2012, data in cui risulta essere stata scattata la foto presente sul sistema “street view” di Google".

"Ma ad essere state ignorate non sono solo le nostre richieste ma anche i suggerimenti (nostri e di diversi cittadini) che consigliavano l’installazione (in loco ed in altre aree simili) di  un sistema di videosorveglianza, con il quale si potrebbe facilmente risolvere la questione dell’abbandono illegale di macerie e rifiuti vari, sostenendo un minimo investimento che non tarderebbe a ripagarsi date l’economia ed il risparmio che consentirebbe - chiosa il consigliere comunale -. E’ possibile confutare questa apparentemente banale tesi guardando la foto allegata, che proprio a pochi metri dall’area segnalata, in via Vincenzo Monti, propone due fotografie, scattate a distanza di circa otto ore, che dimostrano come sarebbe stato semplice individuare (e quindi sanzionare) la targa del veicolo (da noi opportunamente secretata) da cui è stata scaricata una pianta, depositata poi nei pressi del cassonetto".
 
Grandi chiede al sindaco "chi ne abbia autorizzato l'occupazione e se tale occupazione sia stata autorizzata, quando si intenda farla terminare e chi si farà carico dei costi di rimozione del materiale e come mai da maggio ad oggi non ci si sia degnati di fornire una risposta ancorché interlocutoria". Quindi "se possibile con maggior vigore, nel caso in cui l’occupazione risultasse abusiva se e come intenda attivarsi al fine di voler rintracciare i responsabili di tale scempio (che data la quantità di materiale non può certo essere avvenuto nottetempo e all’insaputa di tutti), agendo nei confronti degli stessi con le sanzioni previste dalla legge vigente".

"Per quale motivo il suggerimento di istituire sistemi di video sorveglianza che siano in grado di individuare i colpevoli di questi ormai diffusissimi mal costumi siano bellamente ignorati e se non si intenda mettere in atto un protocollo che inizi un percorso in tal senso - si chiede Grandi -.In quale maniera Hera e/o la nostra amministrazione cerchino di diffondere e pubblicizzare il servizio di raccolta di rifiuti ingombranti a domicilio, che in quanto gratuito, se opportunamente conosciuto, può servire da deterrente in tal senso, e se non si intenda intensificarne la pubblicizzazione, evidentemente carente.

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