Maestri (Liberi e Uguali): "Se io fossi il sindaco non darei la sala a Forza Nuova"

ll deputato commenta l'uscita del sindaco di Ravenna, che giovedì durante il consiglio ha spiegato come il Comune fosse obbligato a dare uno spazio comunale per il convegno di Roberto Fiore

"Il sindaco di Ravenna De Pascale dice la verità. Il suo è un obbligo ineludibile: l’amministrazione è tenuta a concedere l’uso di una sala pubblica al partito neofascista Forza Nuova, perché ammesso alla competizione elettorale". ll deputato ravennate di Possibile Andrea Maestri, candidato di Liberi e Uguali al senato, commenta l'uscita del sindaco di Ravenna, che giovedì durante il consiglio ha spiegato come il Comune fosse obbligato a dare uno spazio comunale per il convegno di Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova e candidato di Italia agli Italiani.

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"Tuttavia, di fronte a questa formazione politica, il sindaco potrebbe assumersi il rischio di dire di no, violando forse una norma ordinaria ma rispettando la Costituzione - aggiunge Maestri - Se fossi sindaco, mi assumerei questa responsabilità. La resistenza contro il neofascismo passa anche da atti come questo. Inoltre, una cosa poco rischiosa, ma molto utile, potrebbe essere fatta da De Pascale: alzare la cornetta e chiamare il ministro dell’Interno Minniti, suo illustre compagno di partito, che inspiegabilmente continua a non prendere iniziative di sospensione e scioglimento di gruppi e partiti neofascisti. Per farlo, come ripeto da mesi, basta applicare la legge Mancino e la Legge Anselmi, quando vi sia un procedimento penale in corso o una sentenza di condanna a carico di uno dei membri del sodalizio. Contro il fascismo e l’onda nera che monta nel Paese servono fatti, non parole. E il Pd di Renzi, anche sull’antifascismo, purtroppo usa parole ambigue e non produce fatti". 

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