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Malato di tumore, ma per lui niente vaccino: il caso finisce in consiglio comunale

Il capogruppo in consiglio comunale di Ama Ravenna, Daniele Perini, ha presentato un question time partendo dal caso raccontato mercoledì da RavennaToday

"Malato di tumore, ma per lui niente vaccini": il capogruppo in consiglio comunale di Ama Ravenna, Daniele Perini, ha presentato un question time partendo dal caso raccontato mercoledì da RavennaToday: quello del 43enne ravennate affetto da un tumore, il mieloma multiplo, che però ancora non rientra nelle categorie che hanno priorità vaccinale, nonostante sia più esposto a infezioni rispetto a una persona 'sana'.

"L'amministrazione comunale sta portando avanti con impegno ed efficacia una dura battaglia contro la pandemia da Covid -19, adoperandosi attivamente in una complessa campagna vaccinale - spiega Perini - Un nostro concittadino però, di poco più di 40 anni di età, da 13 anni è affetto da mieloma multiplo, un tumore che colpisce le plasmacellule, cellule molto importanti del sistema immunitario, originate nel midollo osseo, coinvolte nella risposta immunitaria. Una proliferazione incontrollata di plasmacellule, tuttavia, dà origine al tumore, riduce la resistenza alle infezioni e produce la componente M, un particolare anticorpo che porta, col tempo, alla demolizione del tessuto osseo e all’insorgenza di fratture ossee. Nonostante il suo grave problema, il concittadino non rientra nella categoria degli “estremamente vulnerabili” aventi priorità vaccinale, perché non sottoposto a trattamento con farmaci immunosoppressori, (la malattia, infatti, evolve in età più avanzata), pur essendo già ora esposto a patologie infettive, in ragione dell’indebolimento delle difese immunitarie".

Il consigliere di maggioranza chiede al sindaco Michele de Pascale, nonché presidente della Provincia, e alla giunta, di "considerare con sollecitudine la particolarità e la delicatezza della situazione descritta; di attivarsi, con le modalità ritenute più opportune, presso le sedi competenti per valutare la possibilità di prenotare la vaccinazione anticovid, superando in tal modo l’incomprensibile situazione di un cittadino ritenuto “non abbastanza malato"".

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