Manifestazione contro il provvedimento "blocca trivelle": le reazioni politiche

Anche il Circolo di Ravenna del Popolo della Famiglia ha sostenuto la manifestazione contro il provvedimento del governo “blocca trivelle”

Il coordinatore regionale di Forza Italia per l’Emilia-Romagna, Galeazzo Bignami, e il capogruppo di Forza Italia in Comune a Ravenna, Alberto Ancarani, insieme a una delegazione di Forza Italia, hanno partecipato all’iniziativa promossa in Piazza del popolo per la tutela del comparto off shore denominata “Per l’energia Italiana”. Nel corso della manifestazione a carattere nazionale, hanno incontrato le associazioni di categoria le quali hanno manifestato tutta la loro preoccupazione in ordine al provvedimento cosiddetto “no triv”, contenuto nell’art. 11 ter del Decreto legislativo 135/2018, auspicando un’azione finalizzata a superare la situazione di stallo che si è determinata con il provvedimento stesso.

Insieme al capogruppo di Forza Italia in Regione, Andrea Galli, hanno infine promosso la presentazione di una mozione in regione, con la quale si invita la Giunta a sollevare, ala Corte Costituzionale, il tema del conflitto di attribuzione, per l’ingerenza compiuta dalla legislazione nazionale sulle competenze regionali, che ha determinato una compressione significativa dell’azione decisionale regionale in questo delicato settore.

“Il nostro sostegno a un settore che produce lavoro e che è strategico per il territorio ravennate non poteva mancare - commentano Bignami e Ancarani -. Oggi il mondo dell’off shore ha fatto sentire forte la propria voce e riteniamo doveroso che il Governo apra immediatamente al confronto con un comparto di rilevanza fondamentale che a Ravenna costituisce un vero distretto energetico. La tutela ambientale deve passare da proposte concrete e realistiche che non possono certo bloccare lo sviluppo di interi settori".

Lega

“La manifestazione a Ravenna è stata interessante. Peccato che il Sindaco De Pascale abbia sporcato quella che poteva essere un’opportunità di dialogo tra il mondo produttivo dell’off shore e il Governo. E questo getta un’ombra su chi effettivamente abbia organizzato la giornata. Qualcuno si è chiesto perché non ci fosse nessun rappresentante della maggioranza sul palco? Semplice: nessuno è stato invitato. Questo la dice lunga sulla strumentalizzazione da parte del Pd che per rifarsi di una verginità - ormai irrecuperabile - prova ad arrancare in vista delle imminenti elezione europee e regionali". A intervenire nuovamente sul tema oil and gas è il presidente della Lega Nord Romagna Gianluca Pini, che aggiunge: "L’unica strada possibile per modificare lo stop alle trivelle è il dialogo con la Lega. Dialogo che è già avviato da diverse settimane e porterà alla redazione di due documenti essenziali: uno per la modifica di quanto recentemente approvato e uno per la redazione del piano energetico nazionale. La certificazione di tutto questo lavoro arriverà a breve, durante l’apertura dei lavori dell’Omc a fine marzo, con la presenza del sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, Giancarlo Giorgetti. Se qualcuno ancora avesse dei dubbi, sulle reali intenzioni della Lega, lo invito a fare riferimento alle odierne dichiarazioni del segretario federale Matteo Salvini in visita al centro olio Eni di Viggiano (Potenza)". "La Lega è un movimento che fa politica basandosi sul buon senso e il buon senso ci impone di liberare ogni energia possibile a favore dello sviluppo e della crescita - conclude Pini -. Cosa che il Pd nonostante le pagliacciate odierne, ha da sempre osteggiato".

Articolo 1

"Chi gioca a contrapporre la piazza di ieri e quella di oggi non da un contributo di merito al dibattito in corso e contribuisce alla semplificazione caricaturale di caschi verdi contro caschi gialli - scrivono in una nota da Articolo 1-Mdp -. Non è così: non era una piazza di illusi e sognatori quella di ieri, non è una piazza del cinismo e della difesa dell'esistente quella di oggi. La scelta necessaria di accelerare la transizione energetica e la riconversione ecologica del nostro sviluppo non significa che il metano, quale energia fossile di minore impatto ambientale rispetto a carbone e petrolio, non possano giocare un ruolo nella fase della transizione da qui al 2050. È giusto che il nostro Paese si assicuri un certo margine di sicurezza energetica e di continuità produttiva nel settore. Dobbiamo essere sfidanti verso la politica, le istituzione e le imprese evitando di contrapporre il lavoro e l'ambiente ma nell'ottica della costruzione una politica energetica consapevole e di prospettiva verso gli obbiettivi ambiziosi che come Paese abbiamo sottoscritto".

Popolo della Famiglia

Anche il Circolo di Ravenna del Popolo della Famiglia ha sostenuto la manifestazione contro il provvedimento del governo “blocca trivelle”. "Tutti auspichiamo che il settore “Energy” investa sempre più nella direzione delle “Rinnovabili”, sostenuto da politiche importanti da parte del Governo che però ad oggi non ci sono, ma è altresì vero che per arrivare ad una industria e dunque ad un intero sistema energetico nazionale che faccia a meno degli idrocarburi, è evidentemente necessario un periodo di transizione durante il quale il gas naturale, di gran lunga più sostenibile del petrolio, “alimenti” ancora il nostro paese, naturalmente nel rispetto delle leggi e della regolamentazione sulla qualità e sicurezza - afferma Marcello Faustino -. Questo provvedimento del Governo invece prescinde da tutto questo, danneggiando non solo tutto il settore industriale in questione, che a Ravenna è tra l’altro un’eccellenza, ma anche tutto il Paese".

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