Da Marina Romea 2.033 firme sul problema dell'ospitalità agli immigrati irregolari

Afferma Ancisi: "Il 12 marzo scorso, la comunità di Marina Romea, riunita in assemblea, prese in esame l’ipotesi che la località potesse essere destinataria di un centro di prima accoglienza per immigrati"

"Marina Romea non può certo fronteggiare, con una piccola stazione di carabinieri, lontana dai presidi di ordine pubblico più strutturati, un centro di raccolta di stranieri irregolari di cui, nella prima fase di arrivo, nulla si conosce". E' quanto afferma il capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, specificando che sono state raccolte 2033 firme sul problema dell'ospitalità dei profughi.

Afferma Ancisi: "Il 12 marzo scorso, la comunità di Marina Romea, riunita in assemblea, prese in esame l’ipotesi che la località potesse essere destinataria di un centro di prima accoglienza per immigrati. L’ipotesi era stata accreditata, anche autorevolmente, a seguito del trasferimento di un’azienda alberghiera da 59 posti letto di questa località, avvenuto il 17 febbraio, in capo al medesimo imprenditore che, per un certo periodo del 2014 e fino al 12 novembre, aveva gestito in convenzione con la Prefettura un albergo di Punta Marina Terme di sua proprietà come struttura recettiva di persone straniere irregolari: albergo poi cessato a fine anno".

"L’occasione - aggiunge - sarebbe stata la riapertura di un bando pubblico della Prefettura per l’assegnazione di tale genere di convenzioni. Avendo io partecipato all’assemblea, i presenti avevano infine approvato e sottoscritto all’unanimità il testo di un esposto al Prefetto, da me redatto, che si oppone all’ipotesi di cui sopra con le seguenti motivazioni: “Marina Romea, per la posizione isolata in cui si trova, non è idonea a farsi carico di tale ospitalità, in quanto: a) un centro immigrati di tale grandezza non è inseribile correttamente, nel periodo invernale, in una località scarsamente abitata, oltre ad essere difficilmente governabile, dato anche l’isolamento della località stessa, dalle forze dell’ordine presenti, ridotte a poche unità; b) tanto meno sarebbe governabile nella stagione balneare, quando la massiccia presenza di una popolazione turistica di vario genere potrebbe innescare contrasti o conflittualità di ardua gestibilità, oltre a produrre danni gravissimi all’economia prettamente turistica della località, già in crisi”".

Continua Ancisi: "Nulla a che vedere con l’“appello ai cristiani, specie a quelli impegnati in politica…di cercare soluzioni e proposte dignitose per tutti, a partire dai più deboli”, pubblicato dal settimanale della Curia, che, pur avendo giudicato “legittima e ragionevole” una discussione “alla vigilia dell’apertura della stagione balneare…sull’opportunità di impegnare una struttura alberghiera”, non ha potuto evitare che il commentatore anonimo anticlericale di una più onesta redazione giornalistica locale si “esaltasse” perché “il messaggio sarà pure arrivato ad Ancisi”. In realtà, l’esposto pone il problema soprattutto dell’ordine pubblico e della sicurezza, dato che in rotta verso l’Italia possono imbarcarsi non solo “profughi in fuga da uno dei vari scenari di guerra dell’Africa del Nord” che “cercano la pace”, meritevoli di ogni pietà evangelica, ma - come ha appena ammonito il presidente della Repubblica - trafficanti di carne umana e terroristi spietati, nonché, aggiungiamo, gente che ammazza e getta in mare i compagni di viaggio che credono in un Dio diverso dal loro: delinquenti e assassini che il Papa scongiura di fermare, non credo ospitandoli a spese nostre nello stesse stanze d’albergo dei loro candidati martiri".

Precisa il consigliere comunale della lista civica: "Lo hanno capito bene i 2.033 cittadini, molti dei quali hanno voluto precisare la loro fede cristiana, i quali  hanno firmato a tutt’oggi, coi rispettivi dati d’identificazione, i moduli dell’esposto di cui sopra. Essendomi stati recapitati, chiederò al Prefetto di consegnarglieli, accompagnato da una delegazione dei sottoscrittori. Non è il problema di un sito specifico, come, appena giovedì scorso, ha dichiarato la vice-presidente della Regione Emilia-Romagna Elisabetta Gualmini, che presiede il tavolo regionale sui profughi: “Preferiremmo evitare qui in Regione l’uso di palestre o altri luoghi di rischio”. Ma è lo stesso principio che il sindaco di Ravenna, rispondendo il 19 marzo al mio question time sul caso di Marina Romea, ha detto di condividere. Marina Romea non può certo fronteggiare, con una piccola stazione di carabinieri, lontana dai presidi di ordine pubblico più strutturati, un centro di raccolta di stranieri irregolari di cui, nella prima fase di arrivo, nulla si conosce. Altra è la condizione - anche questo bisognerebbe saper distinguere quando si sale su qualsiasi pulpito - di quanti ottengono poi, dalle verifiche della questura, lo status di veri rifugiati aventi diritto alla protezione internazionale: che a Ravenna sono un’ottantina, distribuiti in piccoli appartamenti inseriti nel contesto urbano, dove non hanno mai creato problemi di natura pubblica, né sollevato ostilità".

Continua Ancisi: "È appena uscito il bando della Prefettura, la cui graduatoria sarà valida a tutto il 2016, che assegnerà convenzioni per 347 stranieri, estensibili per legge di un quinto, in totale 69. A prescindere che serviranno per ospitare un numero imprecisato di stranieri già in carico (inferiore di una sessantina a 347, si è letto sulla stampa), il bando specifica che le convenzioni saranno utilizzate “sulla base delle effettive necessità di accoglienza che saranno comunicate dal Ministero dell’Interno”,  le quali purtroppo sono potenzialmente destinate ad esplodere ulteriormente. Ma il bando non tiene conto dei problemi di sicurezza pubblica, per cui, ad esempio, l’albergatore di cui sopra di Marina Romea, se volesse concorrere, oltre ad avere tutti i requisiti richiesti, compresa la precedente analoga esperienza di almeno tre mesi, potrebbe anche facilmente aver diritto alla convenzione. Vorremmo anche capire meglio perché, non essendoci spiagge di serie A e di serie B sul litorale ravennate, il Comune di Cervia sia stato escluso per questi due anni da qualsiasi ipotesi di nuove convenzioni. Solo per averne in atto una da 74 posti a Tagliata (non a Milano Marittima)?".

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