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Mascherine gratuite dalla regione: "Caos nella distribuzione nelle farmacie"

"Non era difficile immaginare che l’elargizione tramite le farmacie, non potendo bastare per tutti, avrebbe prodotto delle resse, per la corsa ad arrivare in tempo per avere gratis le mascherine"

Il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi denuncia la situazione di "caos mascherine". "Ponendo al sindaco già l’8 aprile il quesito “Mascherine della Regione da distribuire gratis. Idee su come fare dai banchi dell’opposizione”, Lista per Ravenna si distinse dall’indicazione, espressa ai Comuni dal presidente della Regione Bonaccini, che le mascherine date gratis alla cittadinanza indistintamente sarebbero potute “passare anche per le farmacie e parafarmacie o punti come edicole e tabaccherie” - spiega il consigliere d'opposizione - Affermammo infatti che non avremmo dato in distribuzione tale quota “a esercizi commerciali di alcun genere, neanche a quelli indicati dalla Regione, perché potrebbe incentivare l’uscita di casa ‘per motivi di salute’, con la formazione di file o di gruppi di cittadini in attesa non facilmente distanziabili”. Proponemmo invece “di far capo agli uffici delle 10 aree territoriali del Comune di Ravenna, in collaborazione coi presidenti dei rispettivi Consigli, per raccogliere le richieste dei loro cittadini impossibilitati a dotarsi in proprio di mascherine, organizzandone il recapito tramite le associazioni di volontariato o singoli volontari”. Presso questi uffici sono in servizio anche gli assistenti sociali che conoscono bene il terriorio".

"Non era difficile immaginare che l’elargizione tramite le farmacie, non potendo bastare per tutti, avrebbe prodotto delle resse, per la corsa ad arrivare in tempo per avere gratis le mascherine e per la confusione con la normale vendita commerciale ai clienti paganti - continua Ancisi - Oltretutto, a tutto giovedì sera, le farmacie non avevano ancora ricevuto alcuna istruzione su come doversi districare tra vendita e offerta gratis del medesimo prodotto. Siccome notoriamente l’occasione, al di là delle omelie politiche, non fa l’uomo integerrimo, chi può escludere fenomeni di accaparramento delle preziosissime mascherine passando la stessa persona da una farmacia all’altra e/o mobilitando più familiari? Non rassicura nessuno la dichiarazione della presidente di Ravenna Farmacie, secondo cui “se anche il quantitativo di mascherine gratuite non sarà sufficiente ad accontentare tutti, sia le farmacie pubbliche che quelle private aderenti si faranno carico di averne in carico altre, di garantirne la qualità e di venderle ad un prezzo calmierato”. Se lo avessero fatto prima, si sarebbe avuto qualche problema in meno. Farlo dopo sa di presa in giro per quanti, con sacrificio proprio, hanno comprato le mascherine anche a caro prezzo. Non si è neppure pensato a un’altra elementare considerazione: aggregare, davanti al banco dei farmacisti, oltretutto senza nessun criterio di selezione, i cittadini paganti con quelli concorrenti all’offerta gratis significa per questi ultimi esibire uno stato di bisogno economico che per molte famiglie è una condizione riservata, oltre a essere un dato sensibile che l’amministrazione pubblica dovrebbe tutelare. Si pensi cosa significa mostrarsi “poveri” o “avidi”, secondo giudizi non sempre benevoli, nelle farmacie dei piccoli paesi. Bisognerebbe qualche volta non fare il contrario di quello che l’opposizione propone solo per distinguersi, e neppure per far vedere che le farmacie del Comune (farmacista dunque esso pure) sono esempio di virtù a cui quelle private possono al massimo aggregarsi. Spiace molto di dover dissentire in un momento in cui si dovrebbe solo costruire insieme. Ma per fare “insieme” bisogna non agire da uomini soli, per quanto illuminati, al comando".

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