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Sabato, 20 Agosto 2022
Politica Massa Lombarda

Massa Lombarda, il consiglio comunale contro le dimissioni in bianco

Il Consiglio comunale di Massa Lombarda ha approvato all'unanimità nella seduta di martedì due ordini del giorno, uno per la reintroduzione della legge contro le dimissioni in bianco

Il Consiglio comunale di Massa Lombarda ha approvato all'unanimità nella seduta di martedì due ordini del giorno, uno per la reintroduzione della legge contro le dimissioni in bianco e un secondo riguardante la vicenda dei due marò italiani trattenuti in India. «Le finte dimissioni volontarie dal lavoro (le cosiddette dimissioni in bianco fatte sottoscrivere al momento dell’assunzione da parte dei datori di lavoro) rappresentano una pratica odiosa tuttora ampiamente in uso nel nostro Paese e tesa ad aggirare la normativa sui licenziamenti", si legge in premessa nel primo ordine del giorno.

Nel quale poi si specifica che, «secondo quanto risulta dal Rapporto annuale 2011 dell'Istat, sono circa 800 mila - quasi il 9% delle lavoratrici - le donne che nel periodo 2008-2009 sono state licenziate o messe in condizioni di doversi dimettere attraverso le dimissioni in bianco in occasione o a seguito di gravidanza». Per contrastare tale fenomeno era stata varata la Legge n. 188 del 17 ottobre 2007, fortemente voluta dalle donne in maniera trasversale a tutti gli schieramenti e approvata con il voto favorevole di tutto il Parlamento. Tale legge è stata poi abrogata dal Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008, «rimettendo  potenzialmente i lavoratori e le lavoratrici in condizioni di forte ricattabilità».

La cancellazione del provvedimento ha innescato un’ampia mobilitazione dell’opinione pubblica attraverso una partecipata raccolta firme, a cui si aggiungono i recenti appelli per una reintroduzione della Legge 188/2007 provenienti da forze politiche di diversi schieramenti. Nell'ordine del giorno il Consiglio comunale di Massa Lombarda esprime «il proprio sostegno alle iniziative intraprese per eliminare la pratica delle false dimissioni volontarie e a ogni provvedimento legislativo che intenda riaffermare nel Paese il diritto e la tutela della maternità e della paternità» e si impegna a intraprendere «ogni azione utile affinché si sensibilizzi il Parlamento al ripristino della Legge 188/2007 contro i licenziamenti mascherati da dimissioni».

Chiede inoltre «ai parlamentari della Provincia di Ravenna di favorire e sostenere le iniziative parlamentari volte alla ridefinizione delle norme necessarie al contrasto della pratica illegittima delle dimissioni in bianco e al Primo Ministro Mario Monti e al Ministro del Lavoro Elsa Fornero di comprendere, nell’ambito della più complessiva riforma del mercato del lavoro, le norme e i dispositivi necessari al superamento e al contrasto di tale fenomeno.» Il secondo ordine del giorno approvato all'unanimità riguarda i due marò italiani «trattenuti impropriamente da vari giorni dal Governo Indiano», sotto l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani mentre operavano nella difesa di una nave italiana in acque internazionali contro eventuali attacchi pirata. Il Consiglio comunale di Massa Lombarda rileva poi che lo stesso Governo Italiano ritiene ingiusto il trattenimento di questi due soldati italiani da parte delle autorità indiane poiché i fatti di cui i due marò sarebbero accusati sono avvenuti in acque internazionali e che il diritto internazionale assegna la giurisdizione per fatti commessi in acque internazionali al paese di origine degli eventuali responsabili e dunque l’episodio ne rappresenta una palese violazione. Considerato poi che anche l’Unione Europea ha preso una posizione ufficiale su questo specifico tema e dato atto che «qualunque modo per tenere alta l’attenzione anche dell’opinione pubblica internazionale deve essere esperito per riavere il prima possibile i nostri marò in Italia affinché possano essere giudicati dalla magistratura italiana», il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta comunale «a inviare il presente ordine del giorno al Governo Italiano e al Ministero degli Esteri per sollecitarli al massimo impegno affinché i due militari siano processati in Italia garantendo equità e diritto di difesa secondo le norme del diritto internazionale».
 

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