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Matrix di Conselice, ok a risoluzione Pd: "Monitoraggio aggiuntivo"

Queste le richieste contenute nella risoluzione presentata dal Pd, primo firmatario Mirco Bagnari

“Favorire l’avvio di campagne di monitoraggio aggiuntivo, anche sperimentali, tramite organismi istituzionali e di provata competenza scientifica, con il coinvolgimento e l’informazione continua dei cittadini relativamente alla sicurezza ambientale e sanitaria nel comune di Conselice (Ra), con particolare riferimento alla prossima realizzazione di un impianto per il recupero di rifiuti speciali pericolosi.”. Queste le richieste contenute nella risoluzione presentata dal Pd, primo firmatario Mirco Bagnari, approvata dall’Assemblea legislativa regionale (sì dal Pd; contrari M5s, Ln, Fi, Fdi-An; astenuti Sel e AltraER). Il documento approvato, illustrato in Aula da Bagnari, chiede tra l’altro di attivare “tutti gli strumenti possibili affinché i dati e gli esiti siano resi pubblici e facilmente accessibili per la consultazione”, oltre a favorire “iniziative dal punto di vista della viabilità e dei trasporti sul territorio comunale di Conselice e dei comuni limitrofi e incentivare attività di studio e intervento per migliorare la situazione del territorio dal punto di vista idrogeologico e, in particolare, di garantire la salute dei cittadini e dei lavoratori delle aziende”.

Voto di astensione è stato espresso da Igor Taruffi (Sel) e da Piergiovanni Alleva (AltraER). Quest’ultimo ha chiesto una riflessione su questo caso, “emblematico e preoccupante per l’ambiente circostante e per il riutilizzo in edilizia dei materiali prodotti dall’impianto”. Andrea Bertani e Gian Luca Sassi (M5s) hanno chiesto la riapertura della procedura di Via (Valutazione impatto ambientale), sottolineando "la fragilità idrogeologica del territorio e la mancanza di sicurezza sull’attività di trasporto dei materiali fuori dall’impianto". Anche Andrea Liverani e Massimiliano Pompignoli (Ln) hanno espresso "forti preoccupazioni sul trasporto dei materiali prodotti e chiesto la riapertura della procedura di Via”. Pompignoli ha inoltre sollevato una ulteriore preoccupazione: “Non c’è un adeguamento sismico dell’impianto”.  

Bocciate le due risoluzione proposte sul tema dalle minoranze. La prima, presentata da Alleva (AltraER), Raffaella Sensoli, Sassi, Giulia Gibertoni (M5s) e Galeazzo Bignami (Fi), era finalizzata a impedire l’apertura dell’impianto di recupero rifiuti speciali a matrice inerte (scorie di combustione), proposto da Officina dell’Ambiente spa, “assecondando le richieste dei cittadini del territorio interessato, salvaguardando la salute delle persone e l’equilibrio dell’ambiente”. Secondo i presentatori del documento, quel progetto “procede in senso inverso rispetto agli obiettivi dell’Unione europea (presenti nel piano regionale di Gestione dei rifiuti), che mirano alla riduzione della produzione dei rifiuti e al recupero dei materiali attraverso la differenziazione”.  

La seconda risoluzione respinta dall’Aula, a firma Liverani e Pompignoli (Ln), Bignami e Enrico Aimi (Fi) e Tommaso Foti (Fdi-An), chiedeva allaRegione di “riaprire la procedura tecnica di Via e riesaminare l’intero progetto dell’impianto di trattamento di rifiuti speciali alla luce delle criticità emerse con gli eventi alluvionali dello scorso febbraio, della fragilità idrogeologica del sito industriale e le conseguenti criticità dal punto di vista della viabilità circostante”.

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