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Giovedì, 11 Agosto 2022
Politica

Matteucci attacca l'Anci: "Ha sbagliato, lasciando soli i Comuni medio-piccoli"

Si è tenuta martedì a Bologna la riunione del Consiglio regionale dell'Anci. Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci è intervenuto, bacchettando l'Associazione dei Comuni

Si è tenuta martedì a Bologna la riunione del  Consiglio regionale  dell’Anci. Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci è intervenuto, bacchettando l'Associazione dei Comuni e chiedendo un “colpo di reni”. “Confermo che nel 2014 il Comune di Ravenna abbasserà l’addizionale Irpef, nonostante il caos in cui siamo. L'anno scorso abbiamo applicato la Tia e non la Tares; abbiamo abbassato l’addizionale Imu ai capannoni; abbiamo istituito il fondo di restituzione Imu per i comodati figli-genitori e genitori-figli”, ha ricordato.

E tornando sulla legge di stabilità, attacca frontalmente l'Anci: “Fin qui  la linea Anci è stata sbagliata, troppo attenta agli equilibri politici su un  Governo che sbaglia invece che sul  merito. Troppo sbilanciata verso  le tre, quattro  aree metropolitane e disattenta alle istanze dei Comuni medi e piccoli. Non si è opposta con la doverosa autorevolezza  a queste scelte del  Governo. Oltre che sbagliata e arrendevole  questa linea sarà anche fallimentare? Spero in un colpo di reni.  Non voglio accendere il  fuoco amico, io. Ma se il prossimo incontro con il  Governo va come gli altri, l’Anci deve prendere atto del naufragio e cambiare linea. Spero di no”.


E spiega il sindaco. “Queste sono giornate decisive per la legge di stabilità 2014. Il Governo dovrà prendere decisioni importanti per i Comuni e per cittadini. Nei palazzi del potere romano non si rendono conto. Ho già detto che è indispensabile che questo Governo riscriva interamente la tasse sulla casa. In caso contrario i Comuni non potranno chiudere i propri bilanci e i cittadini si troveranno a fare i conti con una serie di nuovi balzelli che  anziché diminuire le imposizioni fiscali, come ha promesso il Mef,  le aumenteranno”.

“La IUC (Imposta Unica Comunale) è il tributo con cui Comuni e contribuenti dovranno, se le cose non cambiano, fare i conti. - sottolinea Matteucci - E’  composta da Imu (Imposta municipale unica), Tari (Tassa per la raccolta dei rifiuti) e Tasi, ovvero la tassa sui servizi indivisibili, come strade, illuminazione, verde pubblico, tanto per fare qualche esempio. L'Imu continuerà a venire applicata su tutti gli immobili, esclusa la prima casa. La Tari, sarà commisurata ai metri quadri dell'immobile e ai rifiuti prodotti funzionerà, sostanzialmente, come la Tares, peraltro non applicata dal nostro Comune che ha optato, nel 2013, per il mantenimento della Tia2 (Tariffa di Igiene Integrata) come per gli anni passati, alleggerendo, in modo significativo, il prelievo fiscale a carico di imprese e cittadini. La Tasi si applicherà su tutti gli immobili, prima casa compresa, avrà un peso decisamente superiore alla maggiorazione sui servizi indivisibili di 0,30 cent/mq applicata dallo Stato nel 2013 su Tares, Tarsu e Tia. Attraverso questo tributo, i Comuni saranno costretti a recuperare gli ulteriori tagli ai trasferimenti statali e, soprattutto, il minor gettito Imu legato all’abolizione dell’imposta  sulla prima casa, tenuto conto che dal 2014 lo Stato non provvederà alla relativa copertura, se non molto parzialmente”.

“Con la nuova tassazione, le  prime case, ad eccezione di case di lusso, ville e castelli, non pagheranno l’Imu, ma dovranno invece pagare la Tari e la Tasi. - riassume il primo cittadino - Sulle abitazioni principali l’aliquota base della Tasi è fissata all’1 per mille, ma i Comuni possono aumentarla fino al 2,5 per mille o diminuirla fino ad azzerarla, utilizzando uno stanziamento di 500 milioni di euro previsto dal DDL di Stabilità. La Tasi deve essere pagata sia dai proprietari sia dagli inquilini, che saranno tenuti a versare un importo tra il 10 e il 30 per cento del totale. La somma di Imu e Tasi non potrà superare il tetto massimo previsto per l’Imu, ossia 10,6 per mille. E' del tutto evidente che l'introduzione della IUC, salvo modifiche importanti in Parlamento, comporterà un innalzamento sostanziale della pressione fiscale rispetto al 2013. La IUC, cosi com’è formulata, è un mostro fiscale, reintroduce l’Imu prima casa sotto falso nome facendola pagare sia ai proprietari che agli inquilini. Nello stesso tempo costringe i Comuni ad inasprire le tasse locali rendendo comunque per molti impossibile chiudere i propri bilanci. Nel caso Comune di Ravenna, anche se applicassimo le aliquote massime  mancherebbero comunque sempre 5 milioni di euro. Nel  2008 Berlusconi e Tremonti abolirono l’Ici,  ma garantirono la copertura a Comuni. Al contrario il Governo Letta ha fatto il bel gesto di cancellare,  senza fare distinzioni fra chi poteva permetterselo e chi no,  l’Imu sull’abitazione principale senza porsi il problema di come fare arrivare le risorse mancanti nelle casse dei Comuni. Che sono stati lasciati soli  nella loro battaglia”, conclude.

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